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Il capo non può dire: «Non fai un cazzo» 15 novembre 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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La Corte Suprema condanna un capufficio: non puó insultare il sottoposto

La Corte di Cassazione ha oggi confermato la condanna contro un capufficio che aveva ripreso un sottoposto rivolgendosi a lui con epiteti volgari. “Non fai un cazzo”, secondo la Suprema Corte, è una frase che rappresenta un ingiuria e deve pertanto essere punita dalla legge.
“La doverosa critica all’errato comportamento di un subordinato – si legge nella sentenza – non deve sconfinare nell’insulto e non deve essere dispregiativa”.

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