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Mobbing, ora in clinica c’è la lista d’attesa 30 novembre 2007

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Alla Luigi Devoto di Milano ormai bisogna aspettare almeno sei mesi per avere una diagnosi

Il giovane appena assunto isolato dai colleghi d’ufficio che neppure lo salutano e gli mettono i bastoni tra le ruote. Il manager 45enne messo in un angolo e criticato senza motivo dal capo in vista di una ristrutturazione aziendale. L’impiegata laureata che rientra dalla maternità senza trovare più scrivania né computer. Tutti in lista d’attesa per farsi diagnosticare il mobbing.

Per avere un appuntamento alla clinica del lavoro di Milano Luigi Devoto, la prima nata in Italia e la più importante per numero di pazienti trattati, ormai bisogna aspettare almeno sei mesi. Chi prenota oggi, viene ricevuto a metà maggio. È il segnale più tangibile delmoltiplicarsi dei casi di soprusi in azienda. Un fenomeno confermato anche dalle statistiche: i lavoratori ricevuti ogni giorno per mobbing in via San Barnaba sono tre.

A fine anno sarà superata quota 700 (in agosto e per Natale il centro è chiuso). I pazienti sottoposti ai test psichiatrici, con ricoveri in day hospital di due giorni, sono il doppio solo rispetto al 1999. E non finisce qui. L’esercito dei mobbizzati sta prendendo d’assalto anche le altre cliniche del lavoro, cresciute in tutt’Italia soprattutto a partire dagli inizi del Duemila. Quelle pubbliche, riunite da febbraio nel network per la prevenzione del disagio psico-sociale nei luoghi di lavoro, sono una ventina.

Nel giro di sei anni hanno ricevuto oltre 20 mila denunce. Un numero che aumenta costantemente: all’ambulatorio per lo studio dei disturbi da disadattamento lavorativo dell’ospedale universitario di Pisa, per dire, dal 2002 a oggi i pazienti sono quadruplicati (da 50 a 200), due i mesi minimi di attesa per una visita.

Il mobbing è la punta dell’iceberg di un problema ancora più ampio. «Il 30% delle segnalazioni riguarda vessazioni e abusi—spiega Emanuela Fattorini, ricercatrice del Laboratorio di psicologia del lavoro dell’Ispesl (l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro) —. Nell’altro 70% di casi si tratta di gravi forme di malessere causate da stress lavorativo: ritmi insostenibili per carenza di personale, precariato, competitività eccessiva. In 30 anni di attività non ho mai visto i dipendenti così in difficoltà».

L’identikit del mobbizzato Nata nel 1902 per studiare e curare soprattutto le malattie degli operai, oggi la clinica del lavoro diMilano è un punto di riferimento a livello nazionale per le segnalazioni di (sospetto) mobbing. Nel suo ultimo dossier, datato 15 settembre 2007, ne vengono esaminate 4.037. Il documento raccoglie dieci anni di esperienza. I più colpiti dai soprusi in ufficio sono gli impiegati (57,3%), seguiti a ruota dai quadri aziendali (21,3%), dai dirigenti (10%), dagli insegnanti (4,6), dagli operai (5,3) e dai liberi professionisti (1,3%).

Penalizzate, neanche a dirlo, soprattutto le donne, vittime di molestie nel 53% dei casi (contro il 47% degli uomini). «Isolamento sociale, umiliazioni d’ogni tipo, bocciature immotivate delle proposte avanzate, demansionamenti ed esclusione tout court dall’attività lavorativa so no all’ordine del giorno — sottolinea Maria Grazia Cassitto, psicologa della Luigi Devoto —.

Si è più a rischio nei primi quattro anni di lavoro ( il nuovo impiegato che non viene accettato, ndr) oppure a metà carriera ( con un’anzianità di 13/16 anni, quando si comincia a costare di più all’azienda, ndr) ».

Articolo tratto da Corriere.it 

CCNL: i soldi ci sono e ce li daranno 30 novembre 2007

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News dalle RSA confederali UILCA e FISAC/CGIL:

Buone notizie dal CCNL: si firmerebbe entro fine anno, con il riconoscimento in misura soddisfacente degli arretrati, il nuovo contratto nazionale. Previsti aumenti anche per il futuro. Purtroppo non conosciamo ancora le cifre esatte,  anche perché la trattativa non è conclusa. Quando saranno disponibili le pubblicheremo.

CCNL: firma con trombata? 29 novembre 2007

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Chiacchiere a tinte fosche si addensano come nubi di piombo sul CCNL. Si firmerebbe in pochi giorni per cento euro lordi senza arretrati e con slittamento di 1 o 2 anni sui cicli negoziali. Nessun aggiornamento sulla parte normativa, anzi…

Speriamo che restino solo chiacchiere e che tutto ciò non si traduca in realtà… Ovviamente si tratta di una mera chiacchiera messa in giro dai soliti soffiabenzina e senza alcuna parvenza di ufficialità, ma è proprio questo che preoccupa.

Solamente Gesù camminava sulle acque… 24 novembre 2007

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*GIFTSPRITZER?

 *NEIN, DANKE !!! 

Le regole: 

ogni rapporto di lavoro prevede fiducia, fedeltà, doveri, diritti e  DIGNITA’.

Regole per i datori di lavoro e per i lavoratori subordinati. 

*(Seminatori di veleno? No, grazie)

Andiam, andiam, siam tutti consulenti 21 novembre 2007

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Consulenti sono coloro che esercitano attività di consulenza.

Vediamo nel settore cosa dice Wikipedia, una tra le grandi enciclopedie on-line:

La consulenza finanziaria ha per oggetto la pianificazione e il monitoraggio di obiettivi e risorse finanziarie di ogni possibile soggetto economico, che, non essendo in possesso di adeguate competenze e professionalità, si rivolge ad un professionista del settore, il consulente finanziario.

L’attività di consulenza entra nel merito delle singole questioni economiche finanziarie valutando le possibili scelte di investimento e finanziamento e il relativo effetto sull’equilibrio finanziario generale del soggetto economico.

Oggetto della consulenza finanziaria

La consulenza può avere ad oggetto: – il benessere finanziario presente e futuro dell’individuo e della sua famiglia; – l’equilibrio complessivo dell’azienda e le valutazioni di convenienza nelle scelte di investimento e finanziamento; – l’eventuale commistione tra i primi due ambiti nel caso dell’imprenditore, ad esempio nella complessità della gestione delle aziende a forte connotazione familiare.

Rischi, formazione, remunerazione, diritti, doveri ?

Andiam, andiam siam tutti consulenti…

BANDO DI CONSORSO 19 novembre 2007

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Assunzion/Dimission

          Al collega Tapa, un affettuoso saluto e l’augurio di radioscarpa per un entusiasmante futuro sviluppo professionale.  

RICERCA Siamo alla ricerca, di personale specializzato in qualsiasi ramo o attività.

Requisiti: si richiede la conoscenza di tutto o niente. L’importante è avere il consenso di chi sapete Voi e rispondere in nome e per conto di tutti Loro.

Documenti richiesti: basta contattare l’amico del fratello del nipote della signora del terzo piano del condominio della nonna della Vostra amica, ed attendere pazientemente l’evolversi della situazione.

I lavoratori chiedono un cambiamento 18 novembre 2007

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– NEWS –

Bilancio Sociale, Codice etico, dichiarazioni propositive.

Tutto vero?

La UILCA dice di no.

Basta fare un giro tra i collaboratori, rigorosamente in anonimato ed a quattr’occhi, per capire quale siano ormai le consuetudini verso le parti più deboli.

Stiamo parlando delle donne, dei part-time, dell’organizzazione del lavoro.

Tutti coloro che manifestano disappunto verso una gestione rigida, viene loro attribuita (senza alcun scampo, né confronto) la nomea di “intriganti”. Su qualsiasi vicenda aziendale nessun lavoratore ha mai possibilità di replica, né confronto, a tal punto che periodicamente assistiamo (quasi obbligatoriamente) a monologhi dei vertici, sulla cui durata e contenuti molti avrebbero da esprimere il proprio pensiero-

La UILCA ritiene che per fare GRANDE una qualsiasi Azienda i metodi e gli strumenti non possono essere orientati al cosiddetto “pensiero unico” con percepibili dinamiche repressive, gli incontri con il personale devono orientarsi verso percorsi condivisi, di dibattito e di confronto.

E’ di questi giorni la notizia che il negoziato a livello nazionale sta proseguendo positivamente. Forse alcuni banchieri hanno capito che gli Istituti non stanno attraversando un periodo particolarmente positivo per i rapporti con la pubblica opinione. Ecco allora che i grandi top management si sono fermati ed hanno ritenuto doveroso confrontarsi. Tutto nell’interesse di ambo le Parti.

Forse anche per noi qualche segnale c’è stato e prima o poi dinamiche impensabili diverranno passaggi obbligati.

Caro Condottiero, continua a mantenere GELOSAMENTE il capitale in cassaforte.

Attenzione però, qualche moneta sta fuggendo e coloro che non condividono i metodi hanno compreso che il mercato è sempre più globalizzato!!!

CCNL: un pezzetto di cielo azzurro 17 novembre 2007

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sms in tempo reale dai sindacati nazionali 

Comincia a intravedersi un pezzetto di cielo azzurro sul fronte salariale nella trattativa per il rinnovo del CCNL. La controparte sarebbe disposta a ragionare oltre l’inflazione per quanto concerne l’adeguamento salariale. È la prima notizia moderatamente positiva da quando il contratto è scaduto.

Ovviamente siamo ancora lontani dalle intese, ma dopo un lunghissimo periodo di pioggie torrenziali un pezzetto di cielo azzurro non guasta di certo.

CCNL: giorno decisivo? 16 novembre 2007

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Si svolge oggi a Roma uno degli incontri cruciali per la trattativa del CCNL. Si discute anche e soprattutto delle richieste economiche. Se ci saranno novità radioscarpa vi informerà tempestivamente. Leggeteci!

Il capo non può dire: «Non fai un cazzo» 15 novembre 2007

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La Corte Suprema condanna un capufficio: non puó insultare il sottoposto

La Corte di Cassazione ha oggi confermato la condanna contro un capufficio che aveva ripreso un sottoposto rivolgendosi a lui con epiteti volgari. “Non fai un cazzo”, secondo la Suprema Corte, è una frase che rappresenta un ingiuria e deve pertanto essere punita dalla legge.
“La doverosa critica all’errato comportamento di un subordinato – si legge nella sentenza – non deve sconfinare nell’insulto e non deve essere dispregiativa”.

Un bel rischio per i lavoratori nelle filiali 13 novembre 2007

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Ennesima rapina in una banca in cui le porte si aprono automaticamente.
Porte aperte e niente guardie giurate. Prego entrino pure…

Porte aperte a tutti i malintenzionati del mondo e niente guardie giurate…

Se la tendenza continua a essere questa, prima o poi ci scappa il fatto di sangue. Tra i filialisti il rischio non è affatto trascurabile.

Se si continua a poter entrare così è solo questione di tempo. Troppo facile entrare, rapinare e scappar via.

Del resto sono i fatti a dirlo: in Alto Adige le rapine vengono effettuate dove non ci sono le cosiddette “bussole” alle porte e dove non ci sono le guardie giurate.

Avvisate la Croce Rossa!

Popolare: ennesima rapina 13 novembre 2007

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E’ notizia della mattinata.

Gli organi di stampa hanno comunicato che la filiale della Popolare di via Brennero a Trento è stata rapinata.

Un malvivente a mani nude sarebbe entrato nell’istituto di credito ed avrebbe intimato al cassiere di consegnare il denaro. Prelevata la somma il malvivente si è poi dileguato.

Subito dopo si è alzato in volo l’elicottero della polizia che, con il supporto degli agenti di terra, opera per l’individuazione del responsabile.
Allo stato attuale la vicenda non avrebbe soluzione ed il responsabile è ancora a piede libero.

Pro e Contro di Basilea II: cosa cambierà 13 novembre 2007

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Il grande pregio di Basilea II è il realismo delle analisi del rapporto rischio/redditività e la necessità di aggiornarle di continuo, seguendo dunque le aziende e il mercato molto più da vicino.

Questo favorisce gli investimenti in innovazione e ricerca, che sono più rischiosi, ma possono generare maggiore reddito nel futuro e maggior crescita economica. Basilea II, inoltre, darà alle banche una maggior discrezionalità nelle decisioni imprenditoriali di quelle imprese che chiedano un credito: in questo senso la banca diventa una sorta di Consulenza-controllore di qualità dell’impresa.

Il contro è che i rating e le metodologie previsti hanno costi molto più elevati. Alcuni imprenditori, inoltre, lamentano la prospettiva dell’ingerenza degli istituti nelle decisione strategiche delle aziende, come una mancanza di autonomia.

L’ovvia conseguenza è che queste analisi, e soprattutto l’IRB advanced, potrebbero essere alla portata solo degli istituti più grossi e questo definisce una discriminante tra banche medio-piccole e grandi.

Più accurate sono le analisi e le informazioni che una banca può ottenere rispetto ad un’impresa, meno la banca rischia che l’impresa non restituisca i soldi che le sono stati prestati. Meno la banca rischia, meno ha necessità di accantonare denaro (il cosiddetto requisito minimo) per tutelarsi. Meno denaro accantona, meno lo deve ricaricare sui clienti, risultando, quindi, più competitiva di una che non abbia effettuato analisi così specifiche.

Ne consegue che i grandi istituti, in grado di supportare i costi di queste analisi particolarmente complesse, potranno detenere requisiti patrimoniali minimi minori rispetto a quelli necessari per gli istituti più piccoli. Basilea II introduce, di fatto, una discriminante forte tra istituti di credito.

– Articolo estratto da Wikipedia –

Cacchiate in notturna 12 novembre 2007

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Nei suoi discorsi notturni alla plebe “il grande Cesare” la sua cacchiata l’ha detta: che non ci sarebbe nulla di ufficiale (lasciando quindi credere che sia ancora tutto per aria) per l’acquisto delle nuove “postazioni” veneziane. Invece, che il passaggio dei veneziani sia cosa fatta, è una certezza, non solo perché “i suoi pretoriani” lo blaterano ai quattro venti, ma soprattutto perché, a Venezia, la plebe sa già che il “trasferimento delle guarnigioni” avverrà – guarda caso – alle idi di marzo 2008.

Blitz Montepaschi: presa Antonveneta 10 novembre 2007

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Fonte il Giornale. – Il Monte dei Paschi di Siena, con un blitz, ha comprato la Banca Antonveneta. Sul piatto degli spagnoli del Santander (che l’Antonveneta hanno appena preso dagli olandesi di Abn Amro), i senesi hanno messo 9 miliardi. Il tutto con una trattativa durata un solo giorno (fatta direttamente dal presidente Giuseppe Mussari, a cui è subentrata Mediobanca come advisor per dialogare con la controparte Rothschild), che ha preso in contropiede sia il mercato, che non si aspettava nulla del genere, sia un concorrente estero (pare la Bnp-Bnl), bruciato sul filo del traguardo.

Gli elementi chiave sono due. Il primo è che Antonveneta torna a essere italiana. Il secondo è il prezzo: 9 miliardi sono tanti. Non certo in assoluto. Ma se si pensa che due anni fa la banca è passata agli olandesi per quasi 8 miliardi, e se si calcola che dentro al suo «perimetro» c’era anche la banca d’affari Interbanca, valutata circa un miliardo, ed esclusa da questa operazione (resta al Santander) allora si conclude che Mps paga oggi 9 miliardi quello che due anni fa è stato stimato 7.

Un bell’affare per il Santander di Emilio Botin. Che rinuncia a fare banca commerciale in Italia. Ma che forse già pensa a rafforzarsi nelle Generali…

Modi di dire 8 novembre 2007

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L’avaro è come il porco, che è buono dopo morto

REPORT 04.11.07 4 novembre 2007

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FIN CHE LA BANCA VA…

opinioni, commenti, interventi della pubblica opinione…

BANCHE LOCALI: prenderanno qualche iniziativa? 3 novembre 2007

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AVVISO PUBBLICO DI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE BOLLINO ROSA S.O.N.O. STESSE OPPORTUNITÀ NUOVE OPPORTUNITÀ

CANDIDATURA DELLE IMPRESE ALLA SPERIMENTAZIONE DEL SISTEMA DI CERTIFICAZIONE

 Per sviluppare politiche di lotta contro le discriminazioni, l’Unione Europea ha proclamato il 2007 “Anno contro le discriminazioni di genere, razza e origine etnica, religione, convinzioni personali, handicap, età e orientamento sessuale”. 

Nell’ambito delle iniziative nazionali per l’Anno Europeo contro le discriminazioni il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha promosso un progetto volto a sviluppare interventi di politica attiva per l’occupazione di qualità delle donne, per l’emersione del lavoro non regolare e per la rimozione di ostacoli e discriminazioni che determinano differenze salariali di genere nel mondo del lavoro. 

Il progetto si propone di comprendere il complesso fenomeno dei differenziali retributivi e di valorizzare la presenza delle donne nei contesti lavorativi attraverso la centralità del punto di vista di genere

Dimissioni in bianco: NO GRAZIE! 1 novembre 2007

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 Con il recente disegno di legge varato dall’aula di Montecitorio si è finalmente scritto la parola fine all’annoso problema legato alle dimissioni in bianco da parte dei lavoratori. Questa prassi ricattatoria, poco documentabile, di fatto permetteva a datori di lavoro senza scrupoli, di sostituire il licenziamento con dimissioni volontarie.

Tutto ciò era ormai alla luce del sole. Aziende che ponevano quale limite all’assunzione, la sottoscrizione in bianco di una lettera di licenziamento. Oltre alla precarietà del posto di lavoro e alla rinuncia dei contributi di disoccupazione, la sottoscrizione di fatto permetteva di attuare un ricatto perenne anche in contesti legati ad una produttività esasperata.

Punto di nota che abbiamo tralasciato, sono i problemi emersi in caso si malattia o in caso di maternità. Erano proprio le donne a dover subire il maggior ricatto. Ricatto che spesso la cronaca aveva identificato in plurime assunzioni con la dichiarata volontà a non avere figli, pena “la spedizione della lettera di dimissioni compilata dalla lavoratrice al momento dell’assunzione.

Da oggi le dimissioni dovranno essere comunicate in appositi moduli predisposti dal Ministero del Lavoro, moduli con codice di identificazione progressivo, con data di emissione e validità non oltre i 15 giorni.