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Un’organizzazione del lavoro carente può essere fattore di stress? 28 giugno 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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Alcune principi di un ateneo italiano

Lo stress è uno stato di malessere “che si manifesta con sintomi fisici, psichici o sociali legati all´incapacità delle persone di colmare uno scarto tra i loro bisogni e le loro aspettative e la loro attività lavorativa”, ma “non è una malattia”, anche se “una esposizione prolungata allo stress può diminuire l´efficienza lavorativa e causare problemi di salute”.

Così riporta il testo dell´accordo europeo quadro firmato l´8 ottobre 2004 dalle quattro maggiori organizzazioni europee di lavoratori ed imprenditori, e precisamente la Confederazione europea dei sindacati – CES, l’ Unione delle confederazioni industriali d´Europa – UNICE, l’Unione europea dell´artigianato e delle PMI – UEAPME e il Centro europeo delle imprese pubbliche e delle imprese di interesse economico generale – CEEP),

L´accordo quadro europeo sottoscritto l´8 ottobre 2004. per combattere insieme lo stress sui posti di lavoro, è stato sottoposto alla Commissione europea, e firmato dopo 9 mesi di negoziati.

La violenza sul lavoro, il logorio e lo stress post-traumatico saranno discussi successivamente nell´ambito del dialogo sociale europeo. L´accordo volontario e non vincolante ha per obiettivo di “aumentare la consapevolezza e la comprensione di imprenditori, lavoratori e loro rappresentanti sulla questione dello stress lavorativo”.

“Non propone ricette miracolose, perchè lo stress è un problema complesso, che varia secondo le persone e le aziende”. Un alto tasso di assenteismo, di turnover, di conflittualità o di contestazioni dei dipendenti sono alcuni dei segnali che dovrebbero allertare gli imprenditori e i manager aziendali sul malessere delle loro compagini.

Fattori di stress “oggettivi” sono l´organizzazione del lavoro, le condizioni e l´ambiente lavorativi, la comunicazione.

Fattori “soggettivi” sono “le pressioni psicologiche e sociali, la sensazione di incapacità ad affrontarle, l´impressione di non essere sostenuti”. Gli imprenditori “hanno l´obbligo legale di proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori”, conformemente alla direttiva europea 39 dell´89.

Gli Stati membri avranno tre anni di tempo dalla firma dell´accordo per trasporre nelle legislazioni nazionali le disposizioni contenute nel testo. Un bilancio delle realizzazioni sarà fatto al quarto anno.

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