jump to navigation

Rapine in aumento nelle banche altoatesine? 29 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

pistola.jpg

La domanda per alcuni può sembrare banale, così come la risposta. Basta aprire gli occhi o i giornali per rendersi conto.

Un fenomeno che negli ultimi tempi in Sudtirolo ha raggiunto livelli preoccupanti.

Talvolta qualcuno giustifica le attuali misure di sicurezza delle Banche, legando le rapine al cosiddetto “mordi e fuggi” del balordo di turno  più che all’opera di  banditi incalliti e determinati come quelli che assaltano i furgoni portavalori.

I Sindacati UILCA e FISAC ritengono che non sempre colui o coloro che sono dei professionisti sono più o meno pericolosi del rapinatore solitario.  L’unica variabile che ora emerge è  legata alla  crescita degli eventi.

Di riflesso aumenta  il livello di rischio.

Quali misure  adottare come  deterrente ? Installare le bussole antirapina.

Questo è  parte di ciò che la tecnica mette a disposizione per questi eventi malavitosi.

Pur con queste indicazioni elementari, alcune  Banche, in particolar modo quelle locali,  non installano le bussole.

Quanto costa l’installazione di una bussola antirapina e quanto costano due semplici porte di vetro che permettono l’ingresso e l’uscita dalle Banche locali?

Costi di gran lunga differenti. L’importante è che se in futuro dovessero succedere eventi tragici, l’evento non venga attribuito solamente alla casualità, ma anche ad elemento legato alla scelta (o altro) di contenere i  costi.

A questo punto non resta che chiedersi quale sia il giusto prezzo della vita.

Liberalizzazioni: da banche 40 mln 27 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

soldi1.jpg

 Con l’abolizione della commissione di massimo scoperto

(ANSA) – ROMA, 27 GEN -Con l’abolizione della commissione di massimo scoperto le banche saranno costrette a fare a meno di 40,9 miliardi di euro l’anno. E’ quanto affermano, con una nota, Adusbef e Federconsumatori, secondo le quali “sono sbagliate ed ingenerose le accuse secondo le quali il pacchetto delle liberalizzazioni andrebbe ad intaccare gli interessi dei cosiddetti ‘poteri deboli’, come sarebbero i ‘barbieri’, senza toccare i ‘poteri forti'”.

Contratto Integrativo Aziendale: ANNO ZERO 24 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

ora.jpg

 

In data odierna presso la Direzione Generale, a Bolzano, si è svolto un incontro tra la Banca e le Organizzazioni Sindacali per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale.

Dopo la presentazione della piattaforma da parte di UILCA e FISAC nel lontano 2005, la proroga di diversi mesi fatta alla Banca dal Sindacato Autonomo (motivo che ha portato i Confederali a ricorrere in giudizio per tutelare il diritto ad avere un CIA da parte dei colleghi) ed i continui tentennamenti della Banca, siamo nuovamente al tavolo negoziale:

ANNO ZERO

Si riparte con due proposte DELLA BANCA che prevedono due opzioni per il calcolo del premio o dei premi. La prima con più variabilità,  legando maggiormente il premio all’andamento effettivo della Volksbank (rif.IAS), la seconda, mantenendo l’impianto dei vecchi quattro indicatori con un ulteriore “paracadute” verso l’alto inserito dall’Azienda (in poche parole se la Banca ha ottimi risultati, il calcolo si ferma al massimo ad un più 10%).

Per gli anni 2004,2005,2006, anni in cui la Banca ha avuto una buona performance economica, NULLA.

Sulle materie legate alla formazione, ai percorsi professionali, salute e sicurezza:

NULLA,

salvo ribadire che è la Banca che decide chi ricopre determinate posizioni e, che è il CDA, che determina i cambiamenti organizzativi che ricadono sui profili dei collaboratori.

Sulle altre materie all’ordine del giorno segnaliamo la rilevazione delle presenze, e non più assenze, modalità che vedrebbe  ogni collaboratore segnalare la presenza due volte al giorno.

La destinazione del Tfr: materia che necessita di integrazioni  che permettano una maggior scelta di Fondi da parte dei collaboratori.

(h. 10.30 termine della seduta)

 Le Rappresentanze Sindacali  FISAC- UILCA

Note:l’incontro odierno? un negoziato che ormai non merita più commenti…

CONTROLLI A DISTANZA: no grazie! 22 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
add a comment

occhione.gif

FISAC e UILCA invitano i lavoratori a riflettere ogniqualvolta vengono riproposti dai preposti (su input aziendale) documenti anonimi (ovverosia non intestati), consegnati con un sorriso, che Vi invitano ad un Monitoraggio sul piano delle Vostre attività.

Vi ricordiamo che la pratica in questione è disciplinata dalle previsioni degli articoli 10 ed 11 del CCNL .È in questi incontri, annuali o semestrali,  che l’Azienda deve esplicitare alle OO.SS. le proprie richieste legate a necessità organizzative.

L’art. 4 dello Statuto dei lavoratori è volto a contenere le manifestazioni del potere organizzativo del datore di lavoro che, nella sua attuazione indiscriminata, può incidere sulla sfera interna della persona ed essere potenzialmente lesivo della dignità e del diritto alla riservatezza del lavoratore.

Per quanto sopra, qualora Vi venga consegnata documentazione non contenuta all’interno della banca dati aziendale, siete pregati di interessare le Rappresentanze sindacali aziendali UILCA e FISAC, per una consultazione su quanto tempo per tempo ripropostoVi

Incontri ravvicinati del terzo tipo 11 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

images1.jpg

Contratto Integrativo Aziendale: cosa sta accadendo? 

Sono ormai trascorse diverse settimane e sul Contratto Integrativo tutto tace.

Unica nota degna di colore è che qualche “Sindacalista” (Fabi o Dircredito) è sempre più frequentemente “in quel di” via del Macello. 

Ci chiediamo: incontri di lavoro o incontri ravvicinati del terzo tipo? 

Quel che è certo è che la Banca sul Contratto Integrativo si è impantanata in un brutto terreno e, come si suol dire, per uscire dalle sabbie mobili serve più di una semplice corda. Staremo a vedere.  

Con queste premesse se nelle prossime settimane la trattativa dovesse subire una accelerazione improvvisa con un OUT-OUT alla firma del Contratto i nostri dubbi diverrebbero certezze .

Nel frattempo assistiamo alle PEDALATE del referente all’etica. Un metodo di rappresentare i lavoratori che lascia più dubbi che certezze. 

ETICA DI CHI E DI CHE COSA?

RSA UILCA/FISAC in Banca Popolare – Volksbank 9 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

Comunicato ai lavoratori di Bolzano

Mitteilung an die Mitarbeiter in Bozen

 

1.jpg

Assemblea dei lavoratori

Martedì, 16 gennaio 2007

Presso Sede di via Macello

Inizio: ore 16.00

Mitarbeiterversammlung

Am Dienstag, den 16 januar 2007

Beim Sitz in der Schlachthofstrasse

Mit Beginn um 16.00 Uhr

Ordine del giorno – Tagesordnung

Contratto Integrativo Aziendale – Betriebszusatzvertrag 

Previdenza Complementare – Ergänzungsvorsorge 

Serata informativa

c.i.p. c/oUilca via roma 84-c Bolzano, Seg.Pr.

Sempre più d’oro i manager italiani 9 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

soldi.jpg 

La Repubblica/economia

MILANO – L’inflazione resta al palo. Il potere d’acquisto degli italiani è in calo costante. Ma gli stipendi dei manager di casa nostra – pubblici o privati non fa differenza – continuano a sfidare la forza di gravità. In tre anni (dal 2002 al 2005) gli amministratori delegati delle principali società quotate a Piazza Affari hanno visto crescere le loro buste paga in media dell’80%. Molto di più dell’inflazione (7% circa) e ben più dei loro colleghi americani, fermi a un misero +54%.

L’escalation è stata inarrestabile e raramente proporzionale ai risultati di bilancio o a quelli sul listino. Sono decollati i compensi in banca. Hanno allargato i cordoni della borsa persino le aziende familiari, tradizionale trincea della parsimonia retributiva nazionale. E a questa “Cuccagna” milionaria hanno partecipato in prima fila persino i vertici delle aziende pubbliche. Che tra compensi da favola (l’ad Alitalia Giancarlo Cimoli prende il doppio del numero uno Lufthansa) e buonuscite d’oro come i 7 milioni girati a Elio Catania per il suo addio alle Fs non rimpiangono di sicuro i bei tempi in cui guidavano società private. Almeno finora, visto che il governo (facendo qualcosa di sinistra, direbbe Nanni Moretti) ha imposto un tetto di 500mila euro ai manager delle realtà pubbliche non quotate.


Il boom in banca. Il mondo della finanza è l’esempio più eclatante del fenomeno. In Italia quasi tutti gli ad bancari hanno più che raddoppiato la loro busta paga in tre anni. Una bella soddisfazione che per molti si è sommata alle plusvalenze (in qualche caso di decine di milioni) incassate con le stock option. Questo Eldorado – tra l’altro – non conosce confini: un dipendente (non un manager) di una finanziaria di Wall Street guadagna in media 289mila dollari l’anno, cinque volte più della media degli altri lavoratori di New York. Le grandi banche d’affari pagheranno ai top-manager il prossimo Natale bonus per 36 miliardi, il doppio del Pil dell’Islanda.

L’anomalia pubblica. L’Oscar della generosità retributiva – fino all’intervento del governo Prodi – toccava però allo Stato. Tanto che la Procura di Roma ha aperto un dossier sul caso “Stipendiopoli”. Paolo Scaroni – per rimanere in area Piazza Affari – è uscito dall’Enel con una busta paga (comprensiva di buonentrata e stock option varie) di oltre 10 milioni. Ma anche togliendo le voci straordinarie, in tre anni i suoi compensi sono cresciuti del 50%. Bene (11 milioni) è andata anche a Vittorio Mincato, ex ad dell’Eni mentre Pierfrancesco Guarguaglini (Finmeccanica) ha più che raddoppiato i suoi emolumenti dal 2002.

Un record europeo. Il boom degli anni scorsi ha regalato all’Italia anche un ruolo da protagonista nella Champion’s League degli stipendi. La performance azionaria non proprio brillantissima di Telecom Italia, ad esempio, non ha impedito a Marco Tronchetti Provera di regalarsi un aumento del 76% dei compensi a quota 5,2 milioni l’anno. Più del numero uno di Vodafone Aurun Sarin e il doppio di Kai Uwe Ricke di Deutsche Telekom. L’ad di Generali Giovanni Perissinotto con un bel colpo di reni retributivo (+138% a 3,22 milioni) ha staccato di quasi un milione Michael Dickmann, suo omologo in Allianz. Un po’ di terreno l’ha recuperato anche Piersilvio Berlusconi: tre anni fa guadagnava 350mila euro l’anno. Poi si è guardato attorno, ha capito l’antifona e si è adeguato: nel 2005 il suo 740 è salito a due milioni di euro.

Inarrivabili Usa. In Europa, insomma, il Belpaese si batte bene. Il Mondiale, però, resta ancora un sogno. Gli ad delle 500 maggiori aziende di Wall Street hanno incassato in media nel 2005 oltre 13,5 milioni di dollari. Certo l’economia americana negli ultimi anni ha fatto boom. Ma il boom non è stato uguale per tutti. La busta paga di un amministratore delegato Usa nel 1990 era pari a 107 volte quella dei suoi dipendenti. Oggi la forbice si è moltiplicata per quattro: per arrivare a un compenso da ad occorre sommare lo stipendio di 411 impiegati e operai.

Le sofferenze del capitalismo cinese-indiano (dal libro l’impero di Cindia di F. Rampini) 7 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

immagine.jpg

Timberland, Puma, Nike, Disney, Wal-Mart e tante altre aziende hanno delocalizzato la produzione in Cina ed India. I minori costi del lavoro e le condizioni di lavoro sembrano essere gli strumenti principali per fare business.

Recenti rapporti sulla Rsi (responsabilità sociale delle imprese) delle multinazionali e le denuncie esposte a seguito di quanto contenuto nei rapporti sociali, stanno ponendo il freno ad un sistema disumano, ecco alcune testimonianze riportate nel libro: 

“… Minorenni alla catena di montaggio, fabbriche gestite come carceri, salari che bastano appena a sopravvivere, operai avvelenati dalle sostanze tossiche, una strage di incidenti sul lavoro. Dietro queste piaghe c’è una lunga catena di cause e complicità… 

…La maggior parte di questi  bambini, scrivono i due reporter, soffrono di herpes per l’inquinamento dei coloranti industriali. Con gli occhi costretti sempre a fissare il lavoro degli aghi, tutti hanno malattie della vista. Alla luce del sole non possono tenere aperti gli occhi infiammati. Lamentano mal di testa cronici. Liu Yiluan, 13 anni, non può addormentarsi senza prendere due o tre analgesici ogni sera. Il suo padrone dice che Liu gli costa troppo in medicinali… 

…La giornata di lavoro inizia alle 7.30 e finisce alle 21.00, con due pause per pranzo e cena, ma oltre l’orario ufficiale, gli straordinari sono obbligatori. Nei mesi di punta di aprile e maggio, in cui la Timberland aumentagli ordini, il turno normale diventa dalle 7.00 alle 23.00, con una domenica di riposo solo ogni due settimane; gli straordinari si allungano ancora ed i lavoratori passano fino a 105 ore a settimana dentro la fabbrica… 

…Per confezionare un paio di Timberland, vendute in Europa a 150 euro, nella città di Zhongshan un ragazzo di 14 anni guadagna 45 centesimi di euro. Lavora 16 ore al giorno, dorma in fabbrica, non ha ferie né assicurazione malattia, rischia l’intossicazione e vive sotto l’oppressione dei padroni aguzzini… 

…Non possono neppure lontanamente immaginarlo, queste operaie cinesi, che la ricca Europa abbia tanta paura di loro. Serie, concentrate, non alzano lo sguardo mentre passo in mezzo a loro, continuano a martellare, tagliare, cucire, verniciare. Non usano guanti, la pelle delle mani è ruvida, rossa e gonfia di colle e tinture. Non funzionano i ventilatori, ma questo non cambia granchè, tanto all’esterno l’aria è irrespirabile… 

Cinque ragazzine quattordicenni sono morte soffocate dal fumo nel sonno, nel minuscolo dormitorio adiacente alla fabbrica di tessuti in cui lavoravano. Particolare atroce: si sospetta che un paio di loro siano state sepolte ancora agonizzanti dal padrone dell’azienda che aveva fretta di far sparire i loro corpi…” 

Tanta disumanità. TUTTO ciò non deve essere nascosto dagli interessi delle multinazionali che delocalizzano le lavorazioni nei Paesi asiatici. Multinazionali nei cui Cda spesso siedono membri di Paesi occidentali. Persone che la domenica vanno alla messa con figli e famiglia percependo lauti stipendi sulle spalle dei bambini.  

L’umanità, ed i bambini, è uguale in qualsiasi parte del mondo.

Gewerkschaft kritisiert Stellenabbau in Finanzbranche 4 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
add a comment

images.jpg

Frankfurt (Reuters) – Die Gewerkschaft Verdi hat den Abbau von Arbeitsplätzen in der Finanzbranche scharf kritisiert.

“Der drastische Personalabbau im Finanzdienstleistungsbereich war übertrieben und hat zu unerträglichem Leistungsdruck bei den Beschäftigten geführt”, sagte Verdi-Bundesvorstandsmitglied Uwe Foullong am Freitag. Die Streichung von Arbeitsplätzen sei häufig nur zur kurzfristigen Gewinnsteigerung genutzt worden.

Der Verdi-Vorstand forderte, das Restrukturierungstempo in den Finanzunternehmen zu drosseln. “Mit einer stupiden Rotstiftpolitik werden die Manager ihrer Verantwortung nicht gerecht”, kritisierte Foullong. “Gerade in Zukunftsbranchen wie den Banken und Versicherungen sind innovative und wachstumsorientierte Unternehmensstrategien möglich und nötig.” Die Gewerkschaft beklagte, dass in den vergangenen fünf Jahren bei Banken und Versicherungen rund 100.000 Stellen gestrichen worden seien. Weitere 30.000 stünden zur Debatte.

Einige deutsche Finanzkonzerne haben in diesem Jahr einen drastischen Jobabbau angekündigt. So will etwa die Münchener Allianz bis Ende 2008 im Inland rund 5700 Stellen streichen und damit 600 Millionen Euro sparen. Bei der Tochter Dresdner Bank sind weitere 2500 Stellen bedroht. Die Commerzbank kappte seit Beginn des Jahrtausends knapp 6000 Arbeitsplätze, im Mai 2006 hatte sie einen weiteren Abbau von mehreren hundert Stellen angekündigt – obwohl 2005 das zweitbeste Ergebnis in der Firmengeschichte eingefahren wurde. Auch bei der Bonner Postbank stehen für die kommenden zwei Jahre 1200 Arbeitsplätze auf dem Spiel.

D.lgs 626 – RIUNIONE ANNUALE SULLA SICUREZZA – 2 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

626.jpg

 

Il giorno 28.12.06 presso la sede della Banca Popolare, alla presenza del Presidente, del Medico Competente, dell’RSPP e dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza,  si è svolta la consueta riunione annuale, così come previsto dalla normativa vigente. 

Il rappresentante del servizio sicurezza e prevenzione ha esposto gli interventi attuati nel corso dell’anno 2006 e i piani in atto per il futuro. Il rappresentante dei lavoratori alla sicurezza della UILCA ha trasmesso comunicazione per iscritto chiedendo di discutere su due temi particolarmente sentiti dai lavoratori e dalle lavoratrici della nostra Banca: 

il carico mentale (stress, obiettivi ecc.)

– le problematiche di stazionamento in piedi per le filiali di nuova concezione.  

Per il  problema legato allo stazionamento in piedi avremmo gradito un segnale più tangibile, mentre, per il carico mentale, avremmo gradito un piccolo messaggio propositivo da parte del Presidente. Purtroppo tutto ciò non è avvenuto, anzi ogni discussione viene ormai strumentalmente legata alla richiesta di un sempre maggior e crescente impegno, legando ormai tutto al mantenimento dell’ AUTONOMIA .  

I costi e lo spettro dell’ autonomia sembrano ormai sempre più le chiavi per METTERE A TACERE sul nascere qualsiasi problema. Le Rsa Confederali convergono che l’autonomia è sicuramente un fatto importante per i collaboratori della Volksbank, tuttavia la nostra Regione è tra le realtà che hanno riscosso la più alta crescita economica in Europa (8°posto).

Anche la nostra banca ha raggiunto risultati considerevoli negli ultimi anni ed i Sindacati Confederali ritengono che le dinamiche economiche devono correre passo passo con  due concetti importanti per i lavoratori ove la Banca opera:

– IL BUON LAVORO – GUTE ARBEIT

– LA QUALITA’ DELLA VITA – LEBENSQUALITAET

Questi concetti sono valori irrinunciabili, per collaboratori,  soci e più genericamente per  tutta la popolazione delle zone alpine. Le scelte devono, o meglio dovrebbero, convergere ed equilibrarsi con le aspettative, l’impegno, la qualità del lavoro e di vita di ognuno di noi.  Troppo soventemente assistiamo a proclami del management e/o di componenti del Cda che specularmente fomentano uno stato di necessità orientato esclusivamente alla crescita.

Strategie che, GUARDA CASO, potrebbero coincidere con le CORPOSE quote azionarie detenute  dagli stessi.

UILCA e FISAC sono a favore di una crescita della Banca sostenibile, costante e duratura nel tempo a favore dei LAVORATORI e dei SOCI, e non alla creazione di PLUSVALORE oltre ogni misura utile SOLO ad arricchire nel breve termine coloro che hanno obiettivi individuali che mal si sposano con le aspettative della maggioranza degli stakeholders.

01.01.2007 : Tfr che fare ? UILCA e FISAC impegnate per i lavoratori 1 gennaio 2007

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
comments closed

risp.jpg

La firma dell’accordo tra Governo e parti sociali su TFR e  previdenza complementare è un passo importante per il decollo del cosiddetto secondo pilastro.  Il memorandum d’intesa firmato permette di anticipare l’avvio della previdenza integrativa di un anno. (1 gennaio 2007) Il D.lgs 252 del 2005 decorre quindi dal 1° gennaio  eliminando un anno di limbo che avrebbe creato ulteriore confusione tra i lavoratori.  

Dal 1 gennaio 2007 partiranno i sei mesi dedicati alla scelta del lavoratore circa la destinazione del proprio Trattamento di Fine Rapporto e tale scelta potrà prevedere 3 soluzioni:

la scelta esplicita, per la quale il lavoratore dichiara esplicitamente di voler destinare il proprio TFR maturando in un Fondo pensione.

una scelta tacita, per la quale se il lavoratore non esprime alcuna volontà nell’arco dei sei mesi dedicati alla scelta, il suo TFR maturando, secondo il meccanismo del silenzio assenso previsto dal d.lgs 252, viene trasferito al Fondo pensione previsto dall’accordo collettivo di riferimento.

Una terza scelta per la quale il lavoratore può infine scegliere esplicitamente di mantenere il proprio TFR in azienda. In quel caso per le imprese con meno di 50 dipendenti il TFR rimarrà effettivamente in azienda, mentre per le aziende con più di 50 dipendenti il TFR verrà trasferito interamente al Fondo Inps previsto dalla Finanziaria 2007.

Anche nel caso di conferimento del TFR al costituendo Fondo Inps il lavoratore mantiene comunque le garanzie e i diritti, anche di rivalutazione, spettanti già al trattamento di fine rapporto. Il Governo si impegna nel memorandum anche a rivedere, entro il 2007, il trattamento fiscale dei Fondi.  

Nelle prossime settimane verranno trasmesse informazioni e organizzati incontri con i lavoratori per chiarire l’evoluzione normativa e la parte non ancora disciplinata, legata all’introduzione del D.Lgs.252 ecc. Resta inteso che ogni scelta DEVE essere presa dal singolo lavoratore in base alle proprie necessità e peculiarità.