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la Commedia Popolare 6 dicembre 2006

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Eine Kundschaft, eine Bank, ein Führer. Una clientela, una banca, un condottiero.

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La corte dei sovrani di Popolandia:

Gulliver
Il gigante fra i lillipuziani; essendo gigante anche il suo potere era gigantesco. Veniva persino soprannominato “l’imperatore”, poiché era stato chiamato da lontano per salvare il paese e il suo dominio si estendeva così su tante lande straniere.

Luigi XIV
Il sovrano storico. Pare che il suo regno un tempo fosse talmente esteso che non vi tramontava mai il sole; il suo sorriso era il sole.

Richelieu
Il cardinale che tesseva le trame nell’ombra, preciso come un orologio svizzero, sapeva far di conto come nessuno.

Mazzarino
Il perfido compare di Richelieu, non perdeva occasione di fare le cose di testa sua, ma senza l’acume del cardinale, suo ispiratore e padrino.

Il giullare
ingaggiato per sollazzare i sovrani è stato l’inventore del “sì a comando con sorriso stampato”. Il suo passatempo preferito era attaccare i bottoni (specialmente sulla giubba del gigante).

Bernardo Gui (l’inquisitore)
Fine e abilissimo diplomatico, approfittava della sua veste e del suo sorriso per comporre la lista nera degli avversari della corona. E loro, non si sa come, quattro volte su cinque finivano al rogo.

Il cancelliere federale
Era dappertutto e sapeva sempre tutto, ma nessuno mai lo vedeva. Nell’ombra scriveva le lettere per conto dei sovrani; era detto anche “Ponzio Pilato” per essere costretto dal re a lavarsi le mani sporche d’inchiostro dopo ogni missiva. Famosa la sua frase: «non sono né qui, né là, in realtà non sono nessuno.»

Ehi, … non nasconderti … ti vediamo 6 dicembre 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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Dopo le recenti vicissitudini che hanno visto il cambiamento di mansioni ad un Sindacalista, sembra il preposto, stia tentando di…cedere la mano…

Rif: lettera ad un Sindacalista mai nato

Caro collega, nella società odierna il rispetto dei principi e dei valori sono elementi determinanti per rappresentare al meglio i colleghi. La correttezza non è qualcosa di aleatorio, al contrario è un insieme di attenzioni quotidiane che permette di esplicare un lavoro (quello sindacale) con trasparenza, correttezza e dignità.

Tutto ciò non si compra.

Sono valori insiti nell’uomo e, per questo, bisogna essere portatori di sensibilità particolari. Talvolta bisogna avere il coraggio di “passare la mano”. La distinzione dei ruoli è alla base di ogni più elementare forma di etica.

Si può stare a braccetto con l’Azienda e contemporaneamente rappresentare i colleghi?

Evidentemente no.

Gli interessi sono diversi e quello che accomuna le Parti è un semplice rapporto di lavoro. Un contratto, non un matrimonio. La differenza è sostanziale.

Etica. Etica tanto dichiarata e così poco applicata.Il tema è oggi così importante che i legislatori di diversi Paesi devono intervenire per evitare vere e proprie debacle finanziarie.

Caro collega, amichevolmente, …passa la mano, conosciamo le tue carte…