jump to navigation

Not made in Südtirol? 20 ottobre 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
trackback

News: aggiornamento RSA

panorama-alto-adige.jpg

Come da programma si sono incontrate ieri le Rappresentanze Sindacali Aziendali di Dircredito, Uilca e Fisac (Fabi assente ingiustificata) per vagliare lo stato della trattativa di rinnovo del C.I.A. (contratto integrativo aziendale/Zusatzvertrag). Nonostante le sigle avessero presentato le loro richieste (le famose piattaforme) nella oramai lontana estate 2005, i negoziati sono ancora in alto mare a causa del fatto che la Banca, con molto ritardo per la verità, ha presentato richieste che contengono forti elementi di divergenza, o comunque di preoccupazione, se messe a confronto con le normative ed il CCNL vigenti.

L’intera documentazione è stata inviata per la verifica di conformità alle Segreterie Sindacali Nazionali da parte delle RSA presenti in Azienda.

Si tratta ad ogni buon conto di una scelta obbligata: i documenti presentati alle RSA non sembrano farina del sacco Südtiroler Volksbank. Se li esaminiamo alla lente d’ingrandimento vediamo che sia per la diversa impostazione strutturale rispetto al passato, sia per la sospetta conformazione linguistico-sintattica, paiono essere stati scritti da una mano e una mente “romane”, ovverosia diverse da quelle che hanno stilato ed ispirato i documenti presentati in passato in occasione dei rinnovi contrattuali precedenti.

Che vi sia una regia occulta? Magari dell’ABI? Speriamo di no. Anche perché in quel caso, hai voglia a parlare di “autonomia”…

Sia quel che sia, avremmo preferito un confronto più “made in Südtirol” e meno globalizzante.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: