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spinta alle fusioni fra banche 13 luglio 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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news (espressonline.it)

Draghi bacchetta le banche:
troppo immobili, dovete aggregarvi

“La spinta verso le privatizzazioni e la concorrenza che animava il sistema bancario negli anni ’90 “si e’ oggi affievolita. Un’inerzia strategica sembra aver preso il sistema bancario italiano. Sarebbe illusorio ritenere che l’attuale livello dei profitti, sostenuto dai margini sui prodotti dall’intermediazione tradizionale, possa essere mantenuto in presenza di una concorrenza interna ed estera sempre più pressante”. Intervenendo all’assemblea dell’Abi, il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, bacchetta il sistema bancario accusandolo di immobilità e lo sollecita a riavviare le aggregazioni per rafforzare il sistema italiano.

“E’ auspicabile che il processo di consolidamento del settore riprenda – ribadisce Draghi – vi sono ancora ampi spazi per aggregazioni dove le sinergie superino le complessità. Dal management bancario italiano si vuole che sappia affrontare questa sfida con l’impegno profondo, le competenze specialistiche, l’esperienza nelle riorganizzazione di strutture vaste e articolate che essa richiede.

L’invito a “scuotersi dall’inerzia” non riguarda solo le aggregazioni. “E’ giunto il momento di abolire” i costi di chiusura dei conti correnti, afferma Draghi alla platea dei banchieri presenti all’assemblea dell’Abi. “Ho già avuto modo di osservare che i costi addebitati al cliente per la chiusura dei conti si differenziano da tutti gli altri – afferma Draghi – perchè rappresentano un ostacolo diretto al funzionamento dei meccanismi concorrenziali. E’ giunto il momento di abolirli anche al di fuori dei casi in cui il diritto di recesso senza oneri è già oggi normativamente riconosciuto; e di trovare il modo di assicurare, come si fa per altri servizi, l’effettiva portabilità del conto in tutte le sue funzioni”.La banca d’Italia non ha piani regolatori. Fa proprio l’indirizzo che vede nel consolidamento un’opportunità di crescita per il settore e per il suo management: una necessità per affrontare la concorrenza internazionale, una base per successive, più complesse, aggregazioni transfrontaliere”.

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