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CAMPIONI DEL MONDO! 10 luglio 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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Wir sind Weltmeister!

BERLINO, 9 luglio 2006 – La sicurezza di Buffon, l’eleganza di
Cannavaro, la classe e la potenza di Zambrotta, la fatalità secondo Grosso, l’intelligenza di Pirlo, l’ubiquità di Gattuso, l’opportunismo di Toni. La Nazionale chiude il Mondiale a pieni voti. Anche per chi è rimasto in panchina. Un festival di emozioni in uno straordinario crescendo.

BUFFON 9 – Plastico, monumentale, reattivo, ipnotizzatore, motivatore. Lo schermo protettivo della Nazionale; l’incubo degli avversari. Il portiere azzurro, decisivo come un bomber, esce dal Mondiale più alto di venti centimetri. E’ stato uno dei pilastri lungo il cammino azzurro. Ha ragione quando afferma: “Non sono mai stato così bene nella mia carriera”.

ZAMBROTTA 9 – E’ riuscito a recuperare dall’infortunio e rientrare velocemente in forma, trasformandosi in uno dei pistoni più potenti del motore azzurro, segnando un gran gol e giocando anima e cuore al servizio della squadra. Nel suo ruolo, come Buffon, non ha eguali. Fiume in piena.

CANNAVARO 10 – Mister “100 presenze” è riassumibile così: unico, mostruoso, irriverente, implacabile. Ha comandato la difesa sempre con il sorriso sulle labbra, anche quando il gioco si è fatto duro. In assoluto il migliore del Mondiale; da Pallone d’Oro e oltre. Ma è un difensore, un operaio con il frac. Come per Paolo Maldini resterà un sogno.
MATERAZZI 8 – Il brutto anatroccolo è diventato un cigno. L’uomo che solo a pronunciarne il nome già lasciava prevedere disastri, ha preso in mano il ruolo di Nesta e lo ha protetto come un tesoro. In gol contro al Repubblica Ceca, ha dovuto sopportare negli ottavi l’onta di un cartellino rosso immeritato, ma ha saputo tornare alla ribalta aggiungendo mattoni alla difesa.

NESTA 7 – E’ il voto minimo, perché fino a quando ha retto ha formato con Cannavaro la linea Maginot. Ma al milanista va il voto più alto della sfortuna: dopo il Mondiale 2002, ha dovuto chiudere in anticipo anche il torneo tedesco.

GROSSO 9 – Bastano due momenti per raccontare l’avventura di Fabio Grosso in Germania: la sgroppata finale che è valsa il rigore trasformato da Totti, quando i supplementari sembravano inevitabili, contro l’Australia negli ottavi, e il capolavoro contro la Germania. Poi uno straordinario martellamento sulla fascia: il trionfo dell’umiltà.

CAMORANESI 7 – L’infaticabile stantuffo della fascia destra ha vissuto alti e bassi, perdendo la sua scioltezza innata. Ma nel filtro del centrocampo è stato il partner ideale; quello che non si tira mai indietro, fino all’ultima goccia di benzina.

PIRLO 9 – Da regista del Milan e regista della Nazionale. Il perfezionista ha sbalordito chi aspettava Ronaldinho e Ballack. Illuminante trascinatore. L’uomo che ha aperto il Mondiale con un gran gol al Ghana, che ha perso il ritmo ritrovandolo subito, e fatto piangere la Germania con lo splendido assist per Grosso. E’ la solita musica: unico al mondo nel suo ruolo: insostituibile.

GATTUSO 9 – Con Cannavaro, il condottiero di questa Nazionale. L’uomo che sa dare cariche impensabili. Lo abbiamo visto dappertutto: centrocampista, stopper, marcatore. Uno di quelli di cui non puoi fare a meno, sempre in soccorso laddove c’era bisogno. A suo modo il simbolo di questo Mondiale.

PERROTTA 8 – Il “bip-bip” della Nazionale. Praticamente un centometrista: poco prima in difesa, subito dopo in attacco. A volte ha dato la sensazione su quel corridoio di essere devastante, capace lungo la sua scia di trascinarsi dietro due avversari.

TOTTI 8 – Lo abbiamo atteso, coccolato, curato. Lui piano piano è entrato in forma raggiungendo i suoi livelli contro la Germania. Ovvio, non è stato il Totti che era lecito attendersi senza l’infortunio. Però quel rigore all’ultimo secondo contro l’Australia vale la Coppa: freddezza, classe, precisione. Il bolide che come un trampolino di lancio ci ha portati sulla Luna.

TONI 8 – Solo una doppietta – ci aveva abituati bene – ma un’applicazione costante. Nel suo furore di cercare il gol, ha perso sicurezza, ma l’uno-due all’Ucraina lo ha riportato in paradiso. Ha lottato e sudato sette camice, portandosi dietro i suoi marcatori.

GILARDINO 8 – Un gol nel rocambolesco pareggio contro gli Stati Uniti, poi un calo di tensione fino alla decisione di Lippi di optare per Toni davanti a Totti. Ma il “Gila” si è fatto trovare pronto al momento giusto anche in partita in corso, recuperando palle, aprendo varchi per i compagni. Una spina nel fianco. La prova contro la Germania basta e avanza: un palo, tanto sacrificio e quello splendido assist a Del Piero.

DEL PIERO 6,5 – Achille arrabbiato, tumultuoso. Che voleva spaccare il mondo, ma c’è riuscito a metà. Nella prova del tridente è andata così così e alla fine si è mostrato più utile allorché Lippi lo ha inserito quando c’era da tirare fuori orgoglio e carattere. La corsa verso Lehmann e lo scambio a occhi chiusi con Gilardino sono da antologia; il gol ancora di più

IAQUINTA 7 – Il gol contro il Ghana e qualche spezzone per l’attaccante dell’Udinese. Ma sufficienti per rendergli giustizia. Contro la Germania ha velocità la manovra e ha creato scompiglio nella difesa tedesca.

INZAGHI 6,5 – L’urlo lo ha lasciato ad Hannover dopo il 2-0 al Ghana. Rabbioso e infelice ha scaricato la sua adrenalina durante gli allenamenti minacciando con i suoi tiri Buffon, Peruzzi e Amelia. Ma quando è entrato ha sempre dato la sensazione di spaccare il mondo.

BARZAGLI 7 – E’ entrato al posto di Materazzi contro l’Australia. Con l’aiuto di Cannavaro si è inserito immediatamente in difesa facendosi trovare pronto anche contro l’Ucraina.

BARONE 6 – Poche apparizioni, ma utile in copertura quando la squadra ha accusato un po’ di stanchezza.

DE ROSSI 7 e 4 – Spiegata subito la doppia votazione. Il 7 è per quello che ha espresso contro il Ghana: il De Rossi lottatore che morde la palla, copre e riparte. Il 4 è storia nota: la gomitata è imperdonabile.

ZACCARDO 6 – Bene con il Ghana. Voto non condizionato dall’autorete, può capitare a tutti.

ODDO 6 – Pochi minuti contro l’Ucraina, ma utili per far rifiatare la squadra.

PERUZZI e AMELIA 8 – Solo panchina, ma essenziali negli allenamenti; i veri giudici delle punte azzurre. Anche utili per fare gruppo: in un Mondiale è fondamentale.

Tratto da: http://www.gazzetta.it/Speciali/Mondiale_2006/Primo_Piano/2006/07_Luglio/09/pagelle.shtml

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