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“Parmalat, banche erano complici” 12 giugno 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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(fonte: http://www.tgfin.mediaset.it/tgfin/articoli/articolo313693.shtml)
Quelli di Parmalat erano "bilanci palesemente falsi" eppure le banche erano indaffarate a piazzarne i bond ai risparmiatori. Non sono supposizioni ma l'accusa mossa dalla Procura di Parma a 14 istituti di credito più Standard & Poor's, ipotizzando per 65 persone (tutti destinatarie di altrettanti avvisi di fine indagine) il reato di concorso in bancarotta fraudolent. Secondo il procuratore capo Laguardia le banche hanno contribuito al collasso.

CAPITALIA
Cesare Geronzi spicca nel filone legato ad Eurolat, la società di Cragnotti che Tanzi fu obbligato a rilevare "a un prezzo superiore di almeno 200 miliardi di lire" a quello reale. Secondo gli atti, furono Cragnotti e Geronzi a mandare alla deriva quella società il cui valore fu stabilito da un perito del tribunale di Roma, Antonio Sammartano che "venendo meno al dovere d'indipendenza e copiando l'elaborato di un consultene Cirio" tramutò un valore negativo di 11 miliardi di lire in uno positivo di 324 miliardi, "sovrastimando marchi e avviamento".

JP MORGAN
E' quella che ha raccolto più soldi per conto di Parmalat sul mercato. Gli americani hanno collocato sul mercato prestiti obbligazionari per complessivi 4300 milioni di euro, con scadenza anche trentennale sfruttando "bilanci civilisti e consolidati delle società palesemente falsi"

CABOTO-INTESA e UBM-UNICREDIT
Sono gli istituti di credito che consentivano a Collecchio di aver accesso a ingenti risorse finanziarie, passando anche dal retail, ossia il mercato dei piccoli risparmiatori sui quali veniva riversato tutto il rischio. Secondo i pm per Unicredit e Intesa questo tipo di rapporti erano "fonti di lauti profitti". Intesa sapeva dei bilanci falsi di Parmalat perché era una sua società a scontare le promissory notes false emesse da Wishaw Trading, il cosiddetto "braccio operativo" di Tanzi in Uruguay.

BARCLAYS – STANDARD & POOR'S
Banca e agenzia di rating nel 2000-2003 hanno collaborato "a causare la dichiarazione di insolvenza agevolando Parmalat nell'emersione e nel collocamento di eurobond per 4,073 miliardi e private placement per 786 milioni." S&P in particolare attribuì a Parmalat il livello BBB con outlook stabile, passandolo poi da "stabile" a "positivo" a metà 2002.  L'agenzia di rating ha anche emesso comunicati stampa contenenti informazioni false tese ad alterare il valore del titolo.
Dal canto suo la banca britannica, secondo l'accusa, "avendo sottoscritto quasi per intero il bond sottoscritto da Parmalat nel 1998 per 500 milioni di dollari e non riuscendo a venderlo" aveva tutto l'interesse a rating ottimisti sul gruppo di Collecchio.

CREDIT SUISSE FIRST BOSTON
Gonfia la situazione finanziaria di Parmalat, "contribuendo a strutturare per Parmalat l'emissione di due ingenti prestiti obbligazionari". Grazie al suo intervento, Tanzi ha ricevuto finanziamenti per meno di 500 milioni di euro, a fronte di un indebitamento aumentato per 750 milioni.

IFITALIA (BNL)
Dietro ai fidi per 200 miliardi c'erano viaggi gratuiti. A proporre il fido Enrico Lastrico "che negli anni 2001 e 2002 usufruiva di due viaggi gratuiti dal gruppo Parmalat per 11 mila euro complessivi"

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