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Economia: finanziamenti alle imprese, banche italiane sempre più esposte 1 giugno 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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News (AGE) MILANO – Le sofferenze bancarie, cioè i finanziamenti erogati dalle banche ad altri soggetti (imprese o privati) che si trovano in stato di insolvenza o situazioni simili, hanno assunto in Italia negli ultimi anni dimensioni considerevoli. A dicembre 2005, infatti, le sofferenze bancarie sono state pari a 44.942 mln di euro, su un totale di impieghi di 1.237.951 mln di euro, cioè di finanziamenti al netto degli interessi e delle operazioni pronti contro termini. Le cause all’origine di questo fenomeno sono riconducibili principalmente ai fattori congiunturali legati alle crisi economiche, a un intreccio dinamico di cause strutturali nella domanda e nell’offerta del credito e alle crisi bancarie, in particolare nel Mezzogiorno. Il numero più alto di soggetti responsabili di sofferenze bancarie si rileva, infatti, nell’area dell’Italia Meridionale, con 146.111 affidati, mentre se consideriamo l’entità delle sofferenze è il Centro a presentare la situazione più preoccupante con sofferenze pari a 13.220 milioni di euro, seguito dal Nord Ovest con 10.363 milioni. A confronto con i dati dell’anno precedente, il 2005 vede un calo complessivo delle sofferenze (-16,5%), che fa seguito alla tendenza all’aumento rilevata invece nel 2004. Gli impieghi hanno registrato nel 2005 un incremento del 7,6%: questa accelerazione del credito e’ riconducibile prevalentemente alla domanda di finanziamenti da parte delle imprese, oltre che all’aumento del ricorso al credito al consumo e alla sostenuta domanda di mutui da parte delle famiglie, legata al buon andamento del mercato immobiliare e al basso livello dei tassi d’interesse. Il 2005 ha visto infatti una crescita dei finanziamenti concessi sotto forma di prestiti alle imprese, e in modo particolare ad alcuni grandi gruppi, quali servizi di pubblica autorità, trasporti e telecomunicazioni, nell’ambito dei processi di riorganizzazione aziendale in atto nel settore. Oltre al comparto servizi, nello scorso anno, anche le imprese di costruzioni hanno particolarmente intensificato il ricorso al credito bancario, in linea con l’espansione del mercato immobiliare, così come le aziende del settore manifatturiero, soprattutto in quei comparti dove l’attività produttiva è stata più forte (prodotti alimentari, prodotti in metallo e materiali per l’edilizia). Il calo delle sofferenze registrato sull’altro versante e’ legato in parte alla migliore capacità di selezione sviluppata dalle banche, riconducibile anche alla necessità di conformarsi alle direttive dell’accordo di Basilea 2, e in parte al livello contenuto dei tassi d’interesse, che ha posto un freno al prodursi di nuove sofferenze, favorendo il controllo degli oneri finanziari per le imprese e la sostenibilità delle rate per le famiglie. Grazie a questi fattori, la qualità del credito nel 2005 non ha dunque risentito in modo particolare della debole fase congiunturale. (AGE)

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