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Le banche italiane sono troppo piccole, in sofferenza e con pochi capitali 26 maggio 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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Ma un paese senza rischia l’impoverimento di Roberto Casalena. (-l'opinione.it)

Le banche del Belpaese sono ancora piccole, con troppe sofferenze e squattrinate, cioè con pochi soldi da investire. E’ questo in sostanza, il quadro alquanto desolante, che emerge da uno studio R&S Mediobanca per il 2005, in cui si effettua un confronto con gli istituti di credito stranieri. Per quanto riguarda invece il trend di crescita, questo risulta in linea con quello delle banche europee, ed è già qualcosa.

Le preoccupazioni maggiori che emergono dallo studio riguardano soprattutto tre aspetti fondamentali del sistema bancario italiano: la sotto dimensione, rispetto alle consorelle europee e internazionali; i troppi crediti concessi di dubbio ritorno; la mancanza di soldi da investire in nuove opportunità. Vediamo:

-Dimensioni. Dallo studio emerge che le banche italiane sono “nane” rispetto ai colossi mondiali ed europei del credito. Se si considera l’attivo, risulta che la svizzera Ubs è quattro volte più grande della prima banca italiana, Banca Intesa, considerando, però, che nel rapporto, Unicredit è stata valutata ante fusione con la tedesca Hvb.

In questo panorama di confronti, anche Credit Suisse, una media banca europea, risulta avere un attivo di ben due volte superiore a quello di Banca Intesa. Se, invece, si considera Unicredit, post fusione con Hvb, l’attivo supera quello del Credit Suiss, il che dimostra che le acquisizioni e fusioni fanno sicuramente bene al sistema bancario nostrano. Unicredit, infatti balza dall’ultimo posto in classifica all’ottavo in Europa, alle spalle di Royal Bank of Scotland e dell’inglese Barclays.

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