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Banche: nel mirino Antitrust le modifiche conto unilaterali 26 maggio 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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News da http://www.ansa.it

ROMA – Non basterà più comunicare in modo "impersonale", pubblicandole sulla Gazzetta Ufficiale, le modifiche unilaterali decise dalle banche per i propri clienti. Questo perché alla fine si rivela un atteggiamento distorsivo della concorrenza, che penalizza gli eventuali recessi da parte dei consumatori-utenti. E' in sostanza la tesi dell'Antitrust sostenuta in una segnalazione inviata al Parlamento, alla Banca d'Italia e alle altre autorità competenti.

In una nota diffusa successivamente l'Abi, l'associazione che riunisce le banche italiane, ribadisce che gli istituti hanno agito secondo le regole, ma apre ad una loro riforma sottolineando di essere "pronta a collaborare" se il legislatore intenderà cambiare le norme.

I consumatori intanto, incassato un indubbio successo con la decisione del Garante per il mercato, restano sul piede di guerra: il responsabile dell'Adusbef, Elio Lannutti, annuncia che la suo associazione denuncerà le banche presso le procure per "appropriazione indebita" e di conseguenza chiederà "un equo risarcimento".

In sostanza l'Antitrust spiega che "le disposizioni che consentono alle banche di modificare le condizioni contrattuali applicate alla clientela tramite comunicazioni in Gazzetta ufficiale, e con soli 15 giorni validi per il diritto di recesso, vanno riesaminate alla luce delle tutele previste dal Codice al Consumo, "in quanto non contengono alcun riferimento al 'giustificato motivo' che deve essere all'origine delle modifiche alla condizioni contrattuali e non prevedono una informazione adeguata con congruo preavviso verso il cliente per l'esercizio del diritto di recesso, i cui tempi sono eccessivamente ridotti". In alcuni casi, precisa l'Authority presieduta da Antonio Catricalà, la modifica unilaterale viene utilizzata per l'introduzione di nuove voci di costo, talvolta per variazioni di carattere individuale e non generalizzate, oppure in alcuni casi a vere e proprie modifiche della stessa struttura del contratto. "Il risultato è che, secondo i primi risultati dell'indagine conoscitiva, il numero di correntisti che si è concretamente avvalso del diritto di recesso previsto é stato, nell'ultimo biennio, assolutamente marginale". Secondo l'Antitrust esiste "la difficoltà, per la clientela bancaria, di conoscere le variazioni contrattuali e di comprenderne concretamente l'entità e l'impatto sulla spesa complessiva di tenuta del conto corrente".

Le banche replicano ribadendo di aver rispettato la legge e dicendosi "pienamente disponibili a fornire tutta la collaborazione e le informazioni utili, soprattutto in considerazione del fatto che le norme attuali erano state così stabilite tenendo conto di aspetti tecnici e procedurali sottostanti particolarmente complessi".

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