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La Volksie “nell’occhio del ciclone…” 2 maggio 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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news da www.giornale.it

Quanto mi costa il conto corrente?

Qual è il costo del mio conto corrente bancario? Ora è possibile sapere se è conveniente o se altrove posso trovar di meglio. Grazie a un’iniziativa del Centro tutela consumatori e utenti (Ctcu) che sottolinea come proseguano gli aumenti praticati da molte banche.
“Dagli inizi del 2002 gli aumenti medi per i conti di riferimento – ricorda l’associazione dei consumatori – sono stati nell’ordine di oltre il 50 per cento a fronte di un aumento dell’inflazione nello stesso periodo dell’8,4 (Istat) e un aumento si registra anche nel corso dell’ultimo anno. Sempre più numerose sono le segnalazioni di utenti bancari insoddisfatti delle spese e delle commissioni – continua il Ctcu – che le banche fanno loro pagare per amministrare il denaro affidato e dei servizi annessi al conto corrente, come ad esempio i depositi titoli.
Facendo un confronto dettagliato sui costi dei servizi bancari relativamente ad alcune tipologie di conto corrente, i depositi (libretti) a risparmio e le condizioni applicate sulla compravendita di titoli, il Ctcu ha analizzato i conti correnti più economici (conti stipendi e conti pensione), i conti standard, i conti privati, alcuni conti pacchetto – che dovrebbero avere lo scopo di accontentare la clientela con particolari esigenze, anche relative all’operatività titoli – ed infine i conti on line per verificare l’effettivo vantaggio della cosiddetta “banca in casa” o homebanking.
Mediamente il costo dei conti economici, nell’ipotesi di una giacenza media di 1.000 euro per 100 operazioni annuali, risulta aumentato di poco più del 2 per cento, con alcune punte che vanno dal 5 per cento (Cassa Risparmio di Bolzano) al 12 delle Poste Italiane.
La media risulta ridotta grazie al mantenimento delle stesse condizioni da parte di una discreta fetta delle banche analizzate e alla riduzione del costo complessivo da parte di quelli istituti (Cassa Rurale del Renon in particolare) che hanno elevato l’interesse sulle giacenze.
La ricerca del Ctcu parte dall’ipotesi di considerare esigenze medie di operatività: i calcoli, su base annua, considerano 100 operazioni con una giacenza media di 1.000 euro, di cui 12 utenze, 4 bonifici su altra banca e un bancomat con possibilità di prelevamento all’estero.
Cassa Rurale del Renon (63 euro annuali) e Cassa Rurale di Brunico (66 euro annuali) risultano i conti più convenienti, seguite da Centrale Altoatesina Raiffeisen e Banca di Trento e Bolzano. Perde posizioni la Posta (V posto), che aumentando il costo annuale del bancomat da 5 a 10 euro e diminuendo il tasso attivo da 1,00 a 0,50 per cento, ha visto aumentare i costi del 12 per cento rispetto al 2005. I peggiori – vale la pena notare le differenze di costo assoluto – sono Banca di Roma (Conto “over 55”) con 169 euro e Banca Popolare dell’Alto Adige (conto stipendio) con 161 euro. La differenza, quasi il triplo rispetto ai conti migliori, merita una spiegazione: entrambe le banche cercano di convincere la clientela ad operare on-line.
Dall’analisi del Ctcu emerge che tutte le banche cercano di allontanare la clientela dallo sportello per ragioni di costi. Quasi tutte offrono l’operatività on line gratuita, ma non sempre la convenienza è massima. Tra i conti che sembrano più convenienti, il migliore in assoluto è risultato il conto Sole della Cassa Rurale di Bolzano, con l’unica spesa del bancomat: costo annuale 45 euro. Segue il conto “Genius – one” di Unicredito con 50 euro (per più di 100 operazioni) e canone bloccato fino al 2010 (attenzione solo il canone!). Terzo posto per la Cassa Rurale del Renon, con 8 euro in più, meno conveniente però se il numero delle operazioni è molto alto.
Un dato che emerge chiaramente dalla ricerca del Ctcu è l’aumento dei costi relativi al deposito titoli che possono arrivare fino a 80 euro a semestre in presenza di più tipologie di investimenti finanziari.

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