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Pensanti o asserviti… 31 maggio 2006

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Il cittadino consapevole tiene sempre sott'occhio ciò che fa il governo (di qualunque colore politico esso sia) e lo critica duramente quando è il caso.
Un'impostazione che non può essere capita da chi è nato per farsi comandare da un padrone.

Esempi a profusione nella storia d'Italia

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Protetto: D.Lgs.626/94: posti a sedere per i cassieri. 31 maggio 2006

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Protetto: Kuh-Fil 31 maggio 2006

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Banche: nel mirino Antitrust le modifiche conto unilaterali 26 maggio 2006

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News da http://www.ansa.it

ROMA – Non basterà più comunicare in modo "impersonale", pubblicandole sulla Gazzetta Ufficiale, le modifiche unilaterali decise dalle banche per i propri clienti. Questo perché alla fine si rivela un atteggiamento distorsivo della concorrenza, che penalizza gli eventuali recessi da parte dei consumatori-utenti. E' in sostanza la tesi dell'Antitrust sostenuta in una segnalazione inviata al Parlamento, alla Banca d'Italia e alle altre autorità competenti.

In una nota diffusa successivamente l'Abi, l'associazione che riunisce le banche italiane, ribadisce che gli istituti hanno agito secondo le regole, ma apre ad una loro riforma sottolineando di essere "pronta a collaborare" se il legislatore intenderà cambiare le norme.

I consumatori intanto, incassato un indubbio successo con la decisione del Garante per il mercato, restano sul piede di guerra: il responsabile dell'Adusbef, Elio Lannutti, annuncia che la suo associazione denuncerà le banche presso le procure per "appropriazione indebita" e di conseguenza chiederà "un equo risarcimento".

In sostanza l'Antitrust spiega che "le disposizioni che consentono alle banche di modificare le condizioni contrattuali applicate alla clientela tramite comunicazioni in Gazzetta ufficiale, e con soli 15 giorni validi per il diritto di recesso, vanno riesaminate alla luce delle tutele previste dal Codice al Consumo, "in quanto non contengono alcun riferimento al 'giustificato motivo' che deve essere all'origine delle modifiche alla condizioni contrattuali e non prevedono una informazione adeguata con congruo preavviso verso il cliente per l'esercizio del diritto di recesso, i cui tempi sono eccessivamente ridotti". In alcuni casi, precisa l'Authority presieduta da Antonio Catricalà, la modifica unilaterale viene utilizzata per l'introduzione di nuove voci di costo, talvolta per variazioni di carattere individuale e non generalizzate, oppure in alcuni casi a vere e proprie modifiche della stessa struttura del contratto. "Il risultato è che, secondo i primi risultati dell'indagine conoscitiva, il numero di correntisti che si è concretamente avvalso del diritto di recesso previsto é stato, nell'ultimo biennio, assolutamente marginale". Secondo l'Antitrust esiste "la difficoltà, per la clientela bancaria, di conoscere le variazioni contrattuali e di comprenderne concretamente l'entità e l'impatto sulla spesa complessiva di tenuta del conto corrente".

Le banche replicano ribadendo di aver rispettato la legge e dicendosi "pienamente disponibili a fornire tutta la collaborazione e le informazioni utili, soprattutto in considerazione del fatto che le norme attuali erano state così stabilite tenendo conto di aspetti tecnici e procedurali sottostanti particolarmente complessi".

Le banche italiane sono troppo piccole, in sofferenza e con pochi capitali 26 maggio 2006

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Ma un paese senza rischia l’impoverimento di Roberto Casalena. (-l'opinione.it)

Le banche del Belpaese sono ancora piccole, con troppe sofferenze e squattrinate, cioè con pochi soldi da investire. E’ questo in sostanza, il quadro alquanto desolante, che emerge da uno studio R&S Mediobanca per il 2005, in cui si effettua un confronto con gli istituti di credito stranieri. Per quanto riguarda invece il trend di crescita, questo risulta in linea con quello delle banche europee, ed è già qualcosa.

Le preoccupazioni maggiori che emergono dallo studio riguardano soprattutto tre aspetti fondamentali del sistema bancario italiano: la sotto dimensione, rispetto alle consorelle europee e internazionali; i troppi crediti concessi di dubbio ritorno; la mancanza di soldi da investire in nuove opportunità. Vediamo:

-Dimensioni. Dallo studio emerge che le banche italiane sono “nane” rispetto ai colossi mondiali ed europei del credito. Se si considera l’attivo, risulta che la svizzera Ubs è quattro volte più grande della prima banca italiana, Banca Intesa, considerando, però, che nel rapporto, Unicredit è stata valutata ante fusione con la tedesca Hvb.

In questo panorama di confronti, anche Credit Suisse, una media banca europea, risulta avere un attivo di ben due volte superiore a quello di Banca Intesa. Se, invece, si considera Unicredit, post fusione con Hvb, l’attivo supera quello del Credit Suiss, il che dimostra che le acquisizioni e fusioni fanno sicuramente bene al sistema bancario nostrano. Unicredit, infatti balza dall’ultimo posto in classifica all’ottavo in Europa, alle spalle di Royal Bank of Scotland e dell’inglese Barclays.

Trento, festival dell’economia: ricchezza e povertà 26 maggio 2006

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Esperti di tutto il mondo si ritrovano dal 1 giugno a Trento per discutere i problemi della distribuzione del benessere.

Da Dahrendorf a Bauman, da Tony Atkinson a Fan Gang, da Luciano Gallino a Tommaso Padoa Schioppa.

Le battaglie per le libertà e i diritti umani a volte possono essere alibi protezionistici dei paesi ricchi

350 sono le persone che condividono un medico nei paesi industrializzati, dove i poveri sono 100 milioni contro gli 800 milioni del Terzo mondo, che non dispongono di cibo sufficiente.

6.000 sono gli abitanti costretti a condividere un medico nel Terzo mondo, dove il 18 per cento della popolazione è senza servizi sanitari e il 22 per cento non ha accesso all'acqua.

1,8% la percentuale di mortalità infantile nei paesi industrializzati, dove i i diritti e la tutela dell'infanzia sono praticati sin dai primi momenti di vita del bambino.

9,5% la percentuale di mortalità infantile nei paesi poveri, dove 11 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni muoiono ogni anno per cause che potrebbero essere evitate.

Gli interventi
Tra gli altri, prendono la parola al festival: Tommaso Padoa Schioppa, Luca Cordero di Montezemolo, Michele Salviati, Alberto Alesina, Vittorio Malagutti, Jakob Svensson, Bernardo Secchi, Stephen Nickell, Massimo Livi Bacci, Vittorio Merloni, Kaushik Basu, Daniel Gros, Luciano Gallino e Federico Rampini.

Un “FLOP” il nuovo concetto di Filiale 23 maggio 2006

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Il giorno 22.05.06 il Rappresentante alla Sicurezza (UIL C.A/FISAC), alla presenza del Responsabile Aziendale (RSPP) e del Medico Competente, ha visitato le Filiali di:

Merano (via Matteotti-via Roma)

Lana

Appiano

Dalla visita, seguito delle segnalazioni pervenuteci dai lavoratori e dalle lavoratrici, abbiamo preso atto dei problemi scaturiti dalla costituzione delle Filiali cosiddette “di nuova concezione”.

La mancata possibilità per i colleghi/e di esplicare la propria attività lavorativa seduti, sta generando molteplici ricadute di natura fisica.

Nella prossima riunione la Banca sarà informata sulle modifiche, seppur costose, che sarà necessario operare. Speriamo che ciò possa essere l’occasione per dimostrare che “il capitale” collaboratori è un capitale cui la Banca pone particolare attenzione.

Protetto: Rapine e non bussole 23 maggio 2006

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Report: le mani sulle pensioni 22 maggio 2006

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Alcuni contenuti del programma.

BANCARIO UNICREDIT ANONIMO
Il più delle volte ci si guarda bene dal descrivere le caratteristiche di un prodotto, perché nel momento in cui tu lo fai non lo vendi più. Per cui omettiamo colpevolmente di descrivere il prodotto nella sua interezza. Se io vendo Bot, Btp, sono inadeguato. I prodotti da vendere sono ben altri.

AUTORE
Quali?

BANCARIO UNICREDIT ANONIMO
Ma, prodotti di banca assicurazione… gestioni patrimoniali, prodotti che hanno un upfront per la banca – cioè un ritorno per la rete – considerevole rispetto all’upfront relativo a Bot e Btp.

AUTORE
E qual è il clima per voi lavoratori in banca?

BANCARIO UNICREDIT ANONIMO
Il tutto genera competizione. L’azienda fa in modo che questa competizione tra di noi si accentui, con incentivazioni premianti alle quali ciascuno di noi pensa di accedere.

AUTORE
Tipo, che incentivi?

BANCARIO UNICREDIT ANONIMO
Possono essere incentivi di natura economica, così come dei premi gadgets…

Protetto: STOCK-GRANTING: le tesi di altri e del Ko-Direttore 17 maggio 2006

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Protetto: Il naso di Pinocchio 16 maggio 2006

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Protetto: VERSAMENTO CONTRIBUTI VOLONTARI INPS PER I PERIODI DI LAVORO A TEMPO PARZIALE 11 maggio 2006

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ABI, in corsa Salvadori e Mazzotta 9 maggio 2006

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da il tempo.it
La nomina attesa prima di luglio. In pole position il numero uno della Popolare di Milano
di GIULIO STRADASI STRINGE la rosa per il nuovo presidente dell’Abi. In pole position restano il numero uno della Popolare di Milano, Roberto Mazzotta e il presidente di Unicredit, Carlo Salvatori.Dopo le prime indiscrezioni dei mesi scorsi che davano come papabili alternativamente il presidente di Banca Intesa, Giovanni Bazoli, il presidente di Bnl Luigi Abete e quello di Carifirenze, Aureliano Benedetti, oltre che, con più insistenza, l'amministratore delegato di Banca Lombarda Corrado Faissola, la rosa dei possibili candidati sembra ormai essersi ridotta a due nomi.

L'opzione Faissola sembrerebbe infatti aver perso terreno proprio nelle ultime settimane, dopo che era stato indicato come uno dei nomi favoriti dalle grandi banche. Crescono i consensi intorno a Mazzotta.Sul suo nome starebbero infatti convergendo anche i voti di alcune grandi banche, oltre che quello più scontato del fronte delle popolari. Prosegue intanto il lavoro di consultazione dei 5 saggi nominati dall'associazione di Palazzo Altieri, ai quali spetterà indicare il successore di Maurizio Sella, che lascerà la carica dopo quattro mandati consecutivi, per la durata complessiva di otto anni.

Difficilmente però, la designazione del nuovo presidente potrà avvenire nei tempi inizialmente fissati, ovvero in occasione del prossimo esecutivo dell'associazione in programma a Milano il 17 maggio. Fino ad ora, secondo quanto si apprende, i cinque saggi avrebbero avuto poche occasioni di incontrarsi e di avviare proficue consultazioni, e anche la partenza di Sella per Abu Dhabi, riduce ulteriormente le loro possibilità di vedersi prima dell’esecutivo di metà maggio.

Tutto, quindi, sembrerebbe con ogni probabilità rinviato a giugno, in occasione dell'ultimo comitato prima dell'assemblea Abi del 12 luglio. L'unico punto fermo previsto dallo statuto per la nomina del numero uno dell'associazione è infatti che essa deve essere ratificata dal nuovo consiglio. Consiglio che entra in carica proprio con l'assemblea annuale. I cinque saggi indicati a febbraio scorso sono Bazoli, Elio Faralli, presidente di Banca Popolare dell'Etruria, Antonio Patuelli, presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna, Camillo Venesio, amministratore delegato della Banca del Piemonte e lo stesso Maurizio Sella.

A loro spetta sondare le preferenze di tutti i banchieri e individuare un candidato unico, se ottiene il 75% dei consensi, o in caso contrario due candidati che andranno poi al ballottaggio, con una votazione a scrutinio palese. Al di là delle indicazioni di massima, tuttavia, nulla è ancora certo anche perchè niente esclude che all'ultimo possa spuntare un nuovo nome che spiazzi inaspettatamente tutti i presunti favoriti.

notizie da tutto il mondo 5 maggio 2006

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http://www.newz.info

Protetto: La salute prima di tutto…U.I.L.C.A. e F.I.S.A.C. ci sono. 4 maggio 2006

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nati per morire 4 maggio 2006

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news da www.unicef.it

Il rapporto UNICEF Progress for Children lancia l'allarme: il mondo rischia di fallire nella lotta alla denutrizione infantile

 

New York, 2 maggio 2006 – Più di un quarto di tutti i bambini sotto i 5 anni dei Paesi in via di sviluppo sono sottopeso, molti a un punto tale da metterne a rischio la sopravvivenza, avverte un rapporto presentato oggi dall'UNICEF.

Le carenze nutrizionali continuano a pesare come un'epidemia globale, contribuendo a oltre la metà di tutti i decessi infantili, che ogni anno superano i 5,6 milioni di morti.

Il rapporto dell'UNICEF "Progress for Children: a Report Card on Nutrition" sostiene che la percentuale di bambini sotto i 5 anni che sono sotto peso è diminuita solo lievemente dal 1990, una prova che il mondo non sta mantenendo gli impegni presi per l'infanzia.

"La mancanza di progressi nella lotta alla denutrizione sta provocando gravi danni tanto ai bambini quanto alle nazioni", ha affermato il Direttore generale dell'UNICEF Ann Veneman, intervenendo a un anno dal suo incarico a capo del Fondo mondiale dell'ONU per l'infanzia: "Pochi fattori hanno un impatto maggiore della nutrizione sulle possibilità di un bambino di sopravvivere, imparare con profitto e sfuggire a una vita di povertà".

Protetto: ecco i dati OCSE 3 maggio 2006

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Salari reali: Italia agli ultimi posti (OCSE) 3 maggio 2006

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news: fonte OCSE

Italiani più poveri. Lo certifica anche l'OCSE, che misura il potere d'acquisto dei salari dei trenta paesi membri depurandolo dagli effetti delle inflazioni diverse in ogni paese e dei rapporti di cambio tra le monete. Siamo superati da greci, francesi e spagnoli, che nel 2003 erano sotto di noi. Il nostro potere d'acquisto è inferiore alla media OCSE.

Per consultare i dati ufficiali leggi il prossimo articolo 

Protetto: quando la banca s’incaponisce 3 maggio 2006

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partono i contenuti protetti da password 3 maggio 2006

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Da questo mese alcuni contenuti del blog saranno protetti da password, comunicata per e-mail agli iscritti Uil.CA e Fisac/Cgil.

Era ora

La Volksie “nell’occhio del ciclone…” 2 maggio 2006

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news da www.giornale.it

Quanto mi costa il conto corrente?

Qual è il costo del mio conto corrente bancario? Ora è possibile sapere se è conveniente o se altrove posso trovar di meglio. Grazie a un’iniziativa del Centro tutela consumatori e utenti (Ctcu) che sottolinea come proseguano gli aumenti praticati da molte banche.
“Dagli inizi del 2002 gli aumenti medi per i conti di riferimento – ricorda l’associazione dei consumatori – sono stati nell’ordine di oltre il 50 per cento a fronte di un aumento dell’inflazione nello stesso periodo dell’8,4 (Istat) e un aumento si registra anche nel corso dell’ultimo anno. Sempre più numerose sono le segnalazioni di utenti bancari insoddisfatti delle spese e delle commissioni – continua il Ctcu – che le banche fanno loro pagare per amministrare il denaro affidato e dei servizi annessi al conto corrente, come ad esempio i depositi titoli.
Facendo un confronto dettagliato sui costi dei servizi bancari relativamente ad alcune tipologie di conto corrente, i depositi (libretti) a risparmio e le condizioni applicate sulla compravendita di titoli, il Ctcu ha analizzato i conti correnti più economici (conti stipendi e conti pensione), i conti standard, i conti privati, alcuni conti pacchetto – che dovrebbero avere lo scopo di accontentare la clientela con particolari esigenze, anche relative all’operatività titoli – ed infine i conti on line per verificare l’effettivo vantaggio della cosiddetta “banca in casa” o homebanking.
Mediamente il costo dei conti economici, nell’ipotesi di una giacenza media di 1.000 euro per 100 operazioni annuali, risulta aumentato di poco più del 2 per cento, con alcune punte che vanno dal 5 per cento (Cassa Risparmio di Bolzano) al 12 delle Poste Italiane.
La media risulta ridotta grazie al mantenimento delle stesse condizioni da parte di una discreta fetta delle banche analizzate e alla riduzione del costo complessivo da parte di quelli istituti (Cassa Rurale del Renon in particolare) che hanno elevato l’interesse sulle giacenze.
La ricerca del Ctcu parte dall’ipotesi di considerare esigenze medie di operatività: i calcoli, su base annua, considerano 100 operazioni con una giacenza media di 1.000 euro, di cui 12 utenze, 4 bonifici su altra banca e un bancomat con possibilità di prelevamento all’estero.
Cassa Rurale del Renon (63 euro annuali) e Cassa Rurale di Brunico (66 euro annuali) risultano i conti più convenienti, seguite da Centrale Altoatesina Raiffeisen e Banca di Trento e Bolzano. Perde posizioni la Posta (V posto), che aumentando il costo annuale del bancomat da 5 a 10 euro e diminuendo il tasso attivo da 1,00 a 0,50 per cento, ha visto aumentare i costi del 12 per cento rispetto al 2005. I peggiori – vale la pena notare le differenze di costo assoluto – sono Banca di Roma (Conto “over 55”) con 169 euro e Banca Popolare dell’Alto Adige (conto stipendio) con 161 euro. La differenza, quasi il triplo rispetto ai conti migliori, merita una spiegazione: entrambe le banche cercano di convincere la clientela ad operare on-line.
Dall’analisi del Ctcu emerge che tutte le banche cercano di allontanare la clientela dallo sportello per ragioni di costi. Quasi tutte offrono l’operatività on line gratuita, ma non sempre la convenienza è massima. Tra i conti che sembrano più convenienti, il migliore in assoluto è risultato il conto Sole della Cassa Rurale di Bolzano, con l’unica spesa del bancomat: costo annuale 45 euro. Segue il conto “Genius – one” di Unicredito con 50 euro (per più di 100 operazioni) e canone bloccato fino al 2010 (attenzione solo il canone!). Terzo posto per la Cassa Rurale del Renon, con 8 euro in più, meno conveniente però se il numero delle operazioni è molto alto.
Un dato che emerge chiaramente dalla ricerca del Ctcu è l’aumento dei costi relativi al deposito titoli che possono arrivare fino a 80 euro a semestre in presenza di più tipologie di investimenti finanziari.