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Sui permessi elettorali tutela a 360° 4 aprile 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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L' impegno nei seggi dei lavoratori non è considerato assenza

 

Chi partecipa alle operazioni elettorali può assentarsi dal lavoro.

I lavoratori dipendenti che siano nominati scrutatori, segretario, presidente o rappresentanti di una lista presso seggi in occasione di qualsiasi consultazione elettorale (compresi referendum ed elezioni europee) hanno diritto ad assentarsi dal lavoro per il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e di scrutinio. Le giornate di assenza sono considerate, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa. Il prossimo appuntamento con le elezioni politiche offre l'occasione per approfondire la disciplina sui permessi elettorali e per chi va a votare.

 

Il diritto ai permessi elettorali

 

Il diritto ai permessi elettorali è riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti che siano stati nominati scrutatore, segretario, presidente, rappresentante di lista o di gruppo presso seggi elettorali, in occasione di qualsiasi tipo di consultazione, compresi i referendum e le elezioni europee. Il diritto si concreta nella possibilità di assentarsi dal lavoro per il periodo corrispondente alla durata delle operazioni elettorali (di voto e di scrutinio).

Il diritto al permesso elettorale significa, in altre parole, che i giorni di assenza vengono considerati dalla legge, a tutti gli effetti, giornate di attività lavorativa: i giorni lavorativi passati al seggio sono, dunque, retribuiti come allo stesso modo come se il lavoratore avesse normalmente lavorato. I giorni festivi e quelli non lavorativi, invece (l'ipotesi ricorrente è la domenica, nonché il sabato per le imprese che applicano la settimana lavorativa cosiddetta corta), sono recuperati con una giornata di riposo compensativo; oppure possono essere compensati con quote giornaliere di retribuzione in aggiunta alla retribuzione normalmente percepita. Un'eventuale rinuncia al riposo deve comunque essere validamente accettata dal lavoratore. In base ai principi in tema di riposo settimanale il riposo compensativo deve essere goduto con immediatezza, cioè subito dopo la fine delle operazioni svolte al seggio.

In base alla sentenza della Cassazione del 19 settembre 2001 n. 11830, anche se l'attività prestata per lo svolgimento delle operazioni elettorali copre soltanto una parte della giornata, l'assenza è legittima per tutto il giorno lavorativo che, quindi, deve essere retribuito interamente.

 

L'impegno al seggio elettorale

 

La durata dell'impegno al seggio elettorale determina il diritto ai permessi elettorali. A seguito delle modifiche introdotte nel 2002 (legge n. 62/2002), le consultazioni elettorali (tranne quelle europee che si svolgono nella sola giornata di domenica) si svolgono nelle giornate di domenica (dalle ore 8 alle ore 22) e lunedì (dalle ore 7 alle ore 15) e sono immediatamente seguite dalli scrutinio dei voti (si veda tabella). A seconda dell'organizzazione del lavoro, possono verificarsi praticamente due diverse ipotesi di diritto ai permessi elettorali: settimana corta o settimana lunga.

 

La settimana corta

 

L'impresa che attua, ai fini lavorativi, la cosiddetta settimana corta ha un orario settimanale di lavoro articolato da lunedì a venerdì; sabato è una giornata non lavorativa e domenica è festivo.

 

I giorni trascorsi al seggio dovranno essere considerati nel modo seguente:

• sabato e domenica = il lavoratore ha diritto a una giornata di riposo compensativo oppure a una aggiunta di retribuzione pari a una giornata (retribuzione mensile diviso 26 o lo specifico divisore previsto dal ccnl per la determinazione della paga giornaliera);

• lunedì = il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro e a percepire la piena retribuzione, come se avesse lavorato (vanno compresi, pertanto, anche eventuali indennità aggiuntive);

• martedì = se le operazioni di scrutinio si prolungano oltre le ore 24 del lunedì, il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro anche per questa giornata e a percepire la piena retribuzione, come se avesse lavorato.

Se le operazioni terminano entro le ore 24 del lunedì, il lavoratore fruirà dei riposi compensativi che gli spettano per le giornate di sabato e domenica nei giorni di martedì e mercoledì; ove, invece, le operazioni terminano nelle prime ore di martedì mattina, il lavoratore fruirà dei riposi compensativi nei giorni di mercoledì e giovedì.

 

La settimana lunga

 

L'impresa che attua, ai fini lavorativi, la settimana lunga ha l'orario settimanale di lavoro articolato da lunedì a sabato; resta, dunque, soltanto la domenica come giornata festiva.

I giorni trascorsi al seggio dovranno essere considerati nel modo seguente:

• sabato = il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro e a percepire la piena retribuzione, come se avesse lavorato (vanno compresi, pertanto, anche eventuali indennità aggiuntive);

• domenica = il lavoratore ha diritto a una giornata di riposo compensativo oppure a una aggiunta di retribuzione pari a una giornata (retribuzione mensile diviso 26 o lo specifico divisore previsto dal ccnl per la determinazione della paga giornaliera);

• lunedì = il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro e a percepire la piena retribuzione, come se avesse lavorato;

• martedì = se le operazioni di scrutinio si prolungano oltre le ore 24,00 del lunedì, il lavoratore ha diritto ad assentarsi dal lavoro anche per questa giornata e a percepire la piena retribuzione, come se avesse lavorato.

Se le operazioni terminano entro le ore 24 del lunedì, il lavoratore fruirà del riposo compensativo che gli spetta per la giornate di domenica il martedì; ove, invece, le operazioni terminano nelle prime ore di martedì mattina, il lavoratore fruirà del riposo compensativo il mercoledì.

 

La documentazione

 

Le assenze per permessi elettorali devono essere giustificate dal lavoratore mediante esibizione al proprio datore di lavoro di idonea documentazione. I lavoratori chiamati al seggio devono anzitutto consegnare al datore di lavoro il certificato di chiamata e successivamente esibire la copia di tale certificato firmata dal presidente di seggio, con l'indicazione delle giornate di effettiva presenza al seggio e l'orario di chiusura dello stesso. La documentazione del lavoratore chiamato a svolgere le funzioni di presidente è vistata dal vicepresidente del seggio.

stipendi italiani: i più bassi! 3 aprile 2006

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News (Ocse):stipendi italiani tra i più bassi dei trenta Paesi industrializzati

Crolla il potere di acquisto degli stipendi italiani. Nella classifica Ocse, il livello delle nostre buste-paga scivola quasi in coda alla classifica. L'Italia è al 23°posto tra i 30 paesi industrializzati. Secondo l'Ocse, un italiano guadagna al netto mediamente 16.242 euro l'anno, circa 1.350 euro al mese compresa la tredicesima: -42,1% rispetto ai coreani, e -23,5% dei tedeschi e -17,6% dei francesi.

I trapezisti… della BANCA POPOLARE – Die Trapezkϋnstler der Volksbank 1 aprile 2006

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News: da Inform SGK-UIL

I trapezisti… della POPOLARE

Da qualche mese in quasi tutte le Aziende di credito italiane (con giusta ragione alla luce degli utili della banche), sono iniziate le trattative per il rinnovo dei Contratti Integrativi Aziendali. Anche nel nostro Sudtirolo, con ferrea precisione, la POPOLARE è partita. Pronti, ALT. Proprio così, dopo mesi di nebulosa e confusa trattativa, la Banca Popolare, con il supporto del “Sindacato amico”, ha deciso di sospendere le trattative fino all’autunno. Sembra proprio che i risparmi (non giustificati dall’andamento reddituale dell’Istituto) palesemente anticipati dal MEGA direttore, si siano concretizzati. (La professionalità del Sindacalista non è un miraggio sostiene la UIL…)Altri Istituti, vedi Capitalia (un colosso con passate e innumerevoli difficoltà), hanno concluso e riconosciuto aumenti economici per il miglior andamento dell’istituto(c.a. 200-500 euro ANNUI).Evidentemente il management della Popolare ha una dote spiccata: ammaliare i lavoratori. E, come Ulisse con le sirene, sembra tutto funzioni a meraviglia !!!

Die Trapezkϋnstler der Volksbank

In fast allen italienischen Kreditinstituten haben seit eigenen Monaten die Verhandlungen zur Erneuerung des Betriebszusatzvertrages begonnen.Auch in Suedtirol ist die Volksbank mit eiserner Puenktlichkeit gestartet.„Fertig, … Feuer, … STOP!!!“Genau, nach monatelangen nebulősen und verworrenen Verhandlungen hat die Volksbank mit der Unterstützung der „Freundl-Gewerkschaft“ beschlossen, die Verhandlungen bis zum Herbst zu verschieben.Es scheint, die vom „MEGA“ Direktor angekϋndigten Ersparnisse (aber nicht von der Ertragsentwicklung gerechtfertigt) hätten sich konkretisiert.Die SBG-UIL C.A. erklaert: Andere Institute, wie zum Beispiel Capitalia, ein Koloss, bekannt mit vergangenen oekonomischen Schwierigkeiten, hat die Verhandlungen bereits abgeschlossen und die finanziellen Erhőhungen auf die erreichten Ergebnisse anerkannt, circa 200-500 Euro jährlich).Offensichlich hat das Management der Volksbank eine „ausgeprägte“ Kapazitaet, die Angestellten zu betőren,, wie „Odysseus mit den Wassernixen“, denn alles scheint wunderbar zu funktionieren