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La vittoria della gente: requiem per il CPE. Sconfitto il primo ministro Dominique de Villepin, ormai fuori gioco per le presidenziali 12 aprile 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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news – Corriere della Sera 11/4/2006, A.Coppola

PARIGI — Alla fine è il presidente Jacques Chirac a trovare le parole che sbloccano la crisi: l'articolo 8 della legge sull'uguaglianza delle possibilità che introduce il Contratto primo impiego «sarà rimpiazzato da un dispositivo per l'inserimento professionale dei giovani in difficoltà». Niente modifiche, nessun escamotage.

Con il comunicato emesso dall'Eliseo ieri alle 10 del mattino il Cpe è ufficialmente defunto.

Mezz'ora più tardi, tocca al primo ministro Dominique de Villepin dare i dettagli della sepoltura. E ammettere la disfatta: «Non ci sono le condizioni di fiducia e serenità, né da parte dei giovani, né da parte delle imprese, che consentano l'applicazione del contratto primo impiego». Quindi si procederà al «remplacement» (la parola scelta al termine di faticose trattative): l'articolo 8 viene «rimpiazzato», dunque scompare. Mea culpa del premier: «Ho voluto agire rapidamente, perché la situazione è drammatica e la disperazione di molti giovani l'esigeva. Ho voluto proporre una soluzione forte… Non è stato compreso e me ne dispiace…». Per il delfino di Chirac la corsa all'Eliseo appare ormai compromessa. Se ci fossero dubbi, è lo stesso Villepin a farlo capire in serata in un'intervista alla tv Tf1: «Non ho ambizioni presidenziali».

Con il comunicato di questa mattina, il presidente della Repubblica è riuscito in parte ad arginare il protagonismo del ministro degli Interni e presidente del partito Nicolas Sarkozy, che si era proposto negli ultimi tempi come mediatore della crisi. Ma non ha potuto salvare fino in fondo il premier che fino a venerdì si era ostinato sulle proprie posizioni (modificare il Cpe senza ritirarlo) e ha ceduto solo dopo l'ultimo week-end di estenuanti negoziati. Un risicato 25% dei francesi ormai dà fiducia a Villepin. Che lascia così definitivamente il campo al rivale Sarkozy come candidato della destra alle presidenziali 2007.

Affondato il Cpe, le associazioni degli studenti e i sindacati, in agitazione in tutta la Francia da oltre dieci settimane, festeggiano. Soddisfatti anche i leader degli industriali.

«E' una vittoria schiacciante di tutto il movimento — dice al Corriere il leader dei liceali Karl Stoeckel —. Il governo ha dovuto riconoscere i suoi due principali errori. Uno di fondo: voleva imporre la precarietà per combattere la disoccupazione giovanile. L'altro di forma: De Villepin ha voluto sottrarsi al dialogo con le parti sociali e gli studenti». La vostra principale richiesta è stata esaudita, ora la mobilitazione si ferma? «Non ancora.

Vogliamo mantenere alta la pressione sul governo — risponde Stoeckel —, almeno fino a quando non sarà formalizzato il ritiro e resa nota l'alternativa. Rimaniamo vigili…». Resta confermata la giornata di agitazione di oggi, ma sul tipo di azioni da intraprendere il movimento deve ancora trovare una linea precisa.

Forti le pressioni nei licei e nelle università per la fine dell'occupazione con l'avvicinarsi degli esami.

In più il governo è ormai pronto ad accelerare sulla cancellazione concreta del Cpe. Un'ora dopo l'intervento del premier, i due leader del partito di maggioranza alla Camera e al Senato, Bernard Accoyer e Josselin de Rohan, che hanno condotto i negoziati degli ultimi giorni, hanno depositato una proposta di legge «per l'accesso dei giovani alla vita attiva», che sarà discussa in Parlamento già da oggi. Il testo punta in sostanza su nuovi aiuti di Stato alle imprese che assumono giovani tra i 16 e i 26 anni in difficoltà. Un rafforzamento di misure già esistenti.

Iniziative più radicali è probabile che saranno rinviate a dopo il voto del 2007.

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