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portatori di handicap 25 marzo 2006

Posted by radioscarpa in mondo del lavoro.
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news da http://www.uilca.it LEGGE 104/92

(Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità)

Effetti dei permessi di cui all’art. 33 sulle ferie e sulla tredicesima mensilità.

Dopo il favorevole parere, espresso dall’Avvocatura generale dello Stato per i dipendenti della pubblica amministrazione, anche il Consiglio di Stato risponde, con parere del 9 novembre 2005, n. 3389 , al quesito posto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in merito agli effetti dei permessi di cui all’art. 33 della legge 104/92 sulle ferie e tredicesima mensilità, nei confronti dei dipendenti del settore privato.

Tale pronunciamento, oltre a chiarire l’interpretazione della norma, peraltro da noi sempre sostenuta, pone finalmente fine ad una controversia che stava oramai creando un’odiosa disparità di trattamento tra il settore pubblico e quello privato.

In buona sostanza il Consiglio di Stato ritiene che: “le ferie e la tredicesima mensilità sono soggette a decurtazione solo quando i permessi fruiti dai genitori di disabile grave (art. 33 commi 2 e 3 della L 104/92) siano cumulati con il congedo parentale ordinario e con il congedo per malattia del figlio (art. 42 del decreto legislativo 2 marzo 2001, n.151).”

Ricordiamo che la legge prevede:

per i soggetti portatori di handicap: 3 giorni retribuiti al mese (oppure 2 ore giornaliere)

per i genitori di portatori di handicap grave:

· il prolungamento fino a 3 anni del congedo parentale (retribuzione al 30%)

· oltre il 3° anno, 3 giorni retribuiti al mese (oppure 2 ore giornaliere): e questi ultimi possono essere cumulati con i periodi di congedo parentale (ossia fruiti dal genitore che già è in “astensione facoltativa” o in malattia figlio)

· due anni, anche frazionabili, di congedo retribuito per gravi motivi di famiglia (Legge 53/2000 e successiva legge finanziaria 2001).

Va da se che se la regola opera nella sola ipotesi di cumulo, in tutti gli altri casi non debba darsi luogo ad alcuna decurtazione di sorta.

In considerazione di quanto sopra facciamo presente che il Consiglio di Stato ha semplicemente indicato come avrebbe dovuto essere correttamente applicata la norma, pertanto ricordiamo che coloro che fossero stati danneggiati per effetto di errate interpretazioni aziendali, possono inoltrare alla propria Aziende (fino a cinque anni di retroattività), formale richiesta di restituzione di quanto dovuto.

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